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Guerra Ucraina, Cingolani: “abbassare termosifoni non serve a nulla. Paghiamo il gas russo 1 miliardo al giorno. Aumento carburanti truffa”

Ministro Roberto Cingolani Foto di Filippo Attili / Ansa

L’analisi del ministro Cingolani sulla questione gas: l’Europa paga 1 miliardo al giorno alla Russia, l’aumento dei carburanti è ingiustificato e serve mettere un tetto al prezzo del gas

Stiamo assistendo ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. La crescita non è correlata alla realtà dei fatti è una spirale speculativa, su cui guadagnano in pochi. Una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini“. La dura analisi di Roberto Cingolani, ministro della Transizione Ecologica del governo Draghi, rilasciata ai microfoni di Sky TG24. A proposito del gas russo, Cingolani ha dichiarato: “negli ultimi giorni abbiamo dato in media circa 1 mld di euro al giorno per l’acquisto di gas, tutta l’Europa alla Russia, forse più di quanto costi la guerra a Putin. Ed è la dimostrazione evidente che i mercati seguono concezioni proprie. Paghiamo errori storici per non aver diversificato la nostra dipendenza dal gas e la spinta di un falso ambientalismo che ha ridotto in modo incomprensibile, il modo di sfruttare il nostro gas sul nostro territorio“.

Cingolani parla di un possibile tetto al prezzo del gas, imposto dall’intera Europa: “è necessario stabilire prezzo massimo oltre il quale gli operatori europei non possono andare, è fondamentale. Chiunque esporta gas non può fare i conti senza l’Europa: serve un tetto massimo per il prezzo del gas, un costo appetibile da non affossare il mercato; si può discutere intorno ad una cifra di 80 euro megawatt/ora che è già il doppio di quanto pagavamo un anno fa. E se fisso il prezzo del gas, fisso anche il prezzo per l’ energia elettrica“.

Intervistato da “Huffington Post”, Cingolani ha parlato della situazione italiana: “tutti parlano di abbassare i termosifoni e di ridurre l’illuminazione pubblica, ma al momento non ce n’è bisogno. Ieri, dopo tanto tempo, abbiamo addirittura esportato il gas e i flussi che arrivano dalla Russia non solo sono regolari, ma addirittura più abbondanti di un mese fa“, ha dichiarato sottolineando che al momento non “non c’è bisogno” di un decreto di urgenza. “L’arrivo della bella stagione e le riserve che abbiamo ci fanno dire che non c’è un problema immediato“, ha dichiarato Cingolani aggiungendo che “c’è una guerra: se dovessero staccare il gasdotto allora il quadro cambia, ma ci troveremmo di fronte a una degenerazione del conflitto tale che forse il problema principale non sarebbe neppure l’energia“.