fbpx

Dati Covid falsi in Sicilia, chiusa l’inchiesta: “c’è stato un disegno criminoso”, sei indagati

Tampone Foto di Robert Ghement / Ansa

Tra gli indagati l’Assessore alla Salute siciliano, Ruggero Razza

Si è chiusa l’inchiesta sui dati Covid falsificati che sarebbero stati comunicati dall’assessorato regionale alla Salute della Regione Siciliana al ministero e all’Iss. L’avviso di conclusione dell’indagine è stato firmato dal procuratore aggiunto di Palermo, Sergio Demontis. La tesi dell’inchiesta, partita da Trapani e poi trasferita ai magistrati di Palermo, è che nei mesi scorsi sarebbero stati caricati dati falsi sull’epidemia Covid nell’Isola. I magistrati parlano di un “disegno criminoso”. Tra gli indagati l’attuale assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, e l’ex dirigente Generale del Dasoe (dipartimento Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico) Maria Letizia Di Liberti.

Indagati per “falso in concorso” anche il direttore del servizio quattro del Dasoe, Mario Palermo, Salvatore Cusimano dipendente dell’assessorato regionale all’Industria e nipote di Di Liberti e da lei chiamato a lavorare al suo fianco, Emilio Madonia, dipendente di una società privata che si occupava della gestione del flusso dei dati sul Covid, Roberto Gambino, dipendente dell’Asp di Palermo e distaccato al Dasoe. Per Di Liberti e Madonia c’è anche la contestazione di avere indotto in errore il Ministero alla Salute attraverso la comunicazione di dati falsi sull’emergenza pandemica.

Secondo l’accusa, sulle piattaforme informatiche regionali e ministeriali, nei mesi scorsi, sarebbero stati caricati dati falsi sul monitoraggio dell’epidemia Covid in Sicilia: “alla luce delle errate comunicazioni inviate dalla Regione, il ministero della Sanità e l’Istituto superiore di Sanità classificarono la Sicilia a rischio basso e non moderato nella settimana dal 14 al 20 dicembre”. Sono cadute invece le contestazioni relative ai dati falsi sui decessi in quanto prive di rilievo penale. Quando fu pubblicata la notizia dell’apertura dell’inchiesta fece molto scalpore la frase dell’assessore Razza intercettato mentre consigliava: di “spalmare” nei giorni “i dati sui morti di Covid”. L’assessore, travolto dalle polemiche, si è scusato ammettendo che era stata una “frase infelice”. Gli indagati potranno presentare memorie difensive e chiedere di essere interrogati. La conclusione dell’indagine precede in genere la richiesta di rinvio a giudizio.

Dati Covid falsificati in Sicilia, Di Paola (M5S): “Musumeci ne prenda atto”

“Le indagini della procura della Repubblica confermano l’esistenza di un ‘disegno criminoso’ dei responsabili della sanità in Sicilia dietro il caricamento dei dati nelle piattaforme informatiche del ministero della Salute. Cosa di cui noi abbiamo sempre avuto il forte sospetto e che abbiamo a più riprese evidenziato anche prima dell’apertura delle indagini. Non a caso avevamo chiesto di audire il Comitato tecnico scientifico in commissione Salute, proprio per farci spiegare come fosse stato possibile il miracoloso aumento del 50% di analisi di tamponi molecolari, schizzati da 5.000 al giorno a 7.500, senza che fossero stati potenziati i servizi di analisi siciliani, in quel periodo in grosse difficoltà”. E’ quanto afferma in una nota il capogruppo del M5S all’Ars, Nuccio di Paola, in merito alla chiusura dell’indagine sui falsi dati Covid in Sicilia. “Ora, al di là del fatto se si andrà a processo o meno, le risultanze delle indagini attestano una condotta moralmente inaccettabile dei vertici della Sanità siciliana – aggiunge – . Musumeci e i siciliani ne prendano atto”.

Cancelleri su indagini casi Covid falsi in Sicilia: “questione moralmente molto grave”

“Indagati assessore, delfino del presidente della Regione, e altri dell’assessorato alla Sanità. È evidente che bisogna attendere gli esiti del lavoro della magistratura, ma oggi ci troviamo di fronte comunque ad una questione, fosse anche solo moralmente, gravissima”. Giancarlo Cancelleri, sottosegretario alle Infrastrutture, commenta così la notizia della conclusione delle indagini sulla vicenda dei dati Covid falsi in Sicilia. “La Procura oggi conferma che sono stati caricati dati Covid falsi, questo vuol dire innanzitutto aver tradito i siciliani e aver dimostrato l’inadeguatezza di questo governo di fronte ad una emergenza sanitaria – osserva Cancelleri – . Razza e collaboratori hanno agito attentando alla salute dei siciliani, con superficialità e disinteresse verso quello che è il bene essenziale di tutti. Nei mesi di timore e incertezze per l’emergenza della pandemia, il governo regionale, come lo stesso assessore intercettato disse, ‘spalmava i morti’, senza rispetto e senza responsabilità, incapace di intervenire per limitare i contagi, Razza e chi per lui, rispondevano ‘semplicemente’ caricando dati falsi. Questo è solo l’ultimo capitolo degli innumerevoli fallimenti di questo governo, ancora una medaglia della vergogna”.