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Covid, Italia unico Paese con capienza limitata sui treni. FdI: “inutili disagi per chi studia e lavora”

Controlli stazione centrale e green pass passeggeri Foto di Mourad Balti Touati / Ansa

“Dal primo settembre dell’anno scorso la capienza massima sui treni è imposta all’80%, misura oggi ancora più limitata dall’accesso a bordo del super green pass, strumento ormai inefficace e inopportuno”, scrivono in una nota congiunta Massimo Ruspandini e Marco Foti, esponenti del partito di Giorgia Meloni

“L’Italia è l’unico Paese d’Europa dove non è possibile utilizzare i treni al massimo della propria capacità di posti. Dal primo settembre dell’anno scorso la capienza massima sui treni è imposta all’80%, misura oggi ancora più limitata dall’accesso a bordo del super green pass, strumento ormai inefficace e inopportuno visti i numeri in discesa del contagio e lo scadere dello stato di emergenza sanitaria”. Lo dichiarano il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, capogruppo nella commissione Trasporti, e Marco Foti, dirigente nazionale del Dipartimento trasporti di Fratelli d’Italia.

“Diversi treni regionali lungo tutto il territorio nazionale sono costretti a rallentare la loro marcia a causa del blocco dei passeggeri alle stazioni. Il limite di capacità provoca disagi inutili alla vasta utenza che si sposta sistematicamente ogni giorno per andare a lavorare o per raggiungere la sede scolastica. Si aggiunga anche che la stagione turistica è ormai alle porte e gli operatori del settore attendono fiduciosi la ripresa delle attività, specialmente nei giorni del fine settimana, nelle tante località sparse per la penisola. E’ necessario che il governo intervenga al più presto per far ritornare la capienza dei treni definitivamente al 100 per cento”, conclude la nota dei due esponenti di Fratelli d’Italia.

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