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Covid, Crisanti: “avrei fatto ‘liberi tutti’ già a gennaio, le chiusure non servono con questa contagiosità”

Crisanti Foto Ansa

Le parole di Andrea Crisanti in merito alle ultime riaperture del Governo: per lui, il “liberi tutti” dell’1 maggio, sarebbe dovuto già avvenire da gennaio

Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, ha cambiato già da tempo il suo approccio in tema Covid. Tra i chiusuristi e allarmisti all’inizio, più aperturista e realista negli ultimi mesi. E, nell’intervento odierno all’Adnkronos Salute, la sua idea non cambia, alla luce dell’ultimo decreto del Governo – che toglierà, gradualmente e poi definitivamente, Green Pass e mascherine al chiuso – e dell’aumento dei contagi, che per l’esperto è ininfluente rispetto alle misure adottate e mantenute anche per tutto aprile.

“Siamo di fronte alla quinta ondata di Covid? Non lo so. Ma io avrei liberalizzato tutto e subito a partire da fine gennaio, ha detto, spiegando i motivi. “Non avrei aspettato, perché aspettare è stato controproducente”, ha aggiunto. “Credo che anche i ricoveri aumenteranno nei prossimi giorni, ma la sottovariante Omicron 2 non lascia scelta: bisogna proteggere i fragili, non c’è nient’altro da fare. Non si può fare nulla con questi livelli di trasmissione, non funziona nessuna misura parziale. Quindi proseguiamo con le riaperture”, ha proseguito ancora Crisanti, chiarendo quindi – come tanti altri dicono ormai da mesi, e come insegna il modello Gran Bretagna, poi adottato un po’ ovunque – che le ondate e le oscillazioni delle curve di contagio sono indifferenti ai nostri comportamenti e alle misure restrittive.

“Fermarle – ha concluso – non serve contro un virus che ha un indice di contagio così alto. Se mi piace la ‘roadmap’ che dovrebbe portare al nostro ‘freedom day’? Aspettare non aiuta e non ha aiutato. Aspettando è successo che le persone che si infettano adesso di fatto sono più vulnerabili, perché è passato più tempo dalla vaccinazione e dall’ultima volta che si sono infettati. Non sto dicendo che avremmo dovuto seguire la linea della Gran Bretagna. Avremmo dovuto trovare una via italiana per aprire tutto e proteggere i vulnerabili. L’alternativa ce l’abbiamo ed è questa”.