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Covid, giovedì ufficiale la road map delle riaperture: Green Pass alleggerito, ipotesi stop quarantena da contatto e spunta la “clausola di salvaguardia”

covid draghi road map riaperture Foto Ansa

Si va verso l’abolizione del Super Green Pass al lavoro per gli over 50, nuove regole anche per le scuole. Inoltre, dal 31 marzo si scioglie il Cts, resteranno alcune figure di riferimento: la struttura commissariale sarà inquadrata all’interno del ministero del Salute. Ecco tutte le ipotesi e i nodi ancora da sciogliere

Andrà in Consiglio dei ministri nella giornata di giovedì 17 marzo la road map sulle riaperture a cui sta lavorando da settimane il Governo italiano. La tabella di marcia sarà varata tra 48 ore e gli ultimi nodi ancora sul tavolo verranno sciolti nelle prossime ore, assicura chi lavora al dossier, secondo quanto riportato da Adnkronos. Domani a mezzogiorno si riunirà anche la Conferenza delle Regioni, che dovrebbe presentare proposte al governo proprio sui contenuti del provvedimento di uscita dall’emergenza. Questa mattina a Palazzo Chigi è andata in scena la riunione tra il premier Mario Draghi, il ministro della Salute Roberto Speranza e i vertici del Cts, Franco Locatelli e Silvio Brusaferro. Qualcuno avrebbe chiesto un possibile rinvio del testo, “ancora in alto mare”, ma gli uomini vicini al presidente del Consiglio assicurano che il governo non indugerà ancora e troverà l’intesa sui punti ancora in discussio. L’obiettivo, nonostante l’aumento dei contagi, resta fermo: “aprire il più possibile”.

Tra i nodi da sciogliere il collocamento della struttura commissariale, che continuerà ad operare nonostante l’addio del generale Figliolo: con ogni probabilità sarà inquadrata al ministero della Salute. Sembra tramontata invece l’ipotesi che possa far capo alla Protezione civile. E se la struttura commissariale resta in piedi, perché la campagna vaccinale dovrà andare avanti, si scioglierà invece il Comitato tecnico scientifico: resteranno solo alcune figure di riferimento, probabilmente i soli Brusaferro e Locatelli. Il responsabile della Salute, nel corso della riunione a Palazzo Chigi, avrebbe manifestato tuttavia qualche dubbio, sollevando la questione dell’aumento dei contagi degli ultimi giorni. Speranza così avrebbe chiesto, a quanto apprende l’Adnkronos, una ‘clausola di salvaguardia’, che consenta di stringere le maglie delle aperture in tempi rapidi, semmai la situazione dovesse precipitare bruscamente. Questa opzione resta tutta da valutare, nessuna decisione sarebbe stata presa in merito.

C’è poi da decidere che fare dell’obbligo di super Green Pass per gli over 50 sui luoghi di lavoro: la misura scade il 15 giugno, l’orientamento è comunque quella di anticipare la fine dell’obbligo. Potrebbe tornare a basta la tipologia “base”, ottenibile con semplice tampone negativo. Tra le certezze, c’è il superamento del Green Pass nei luoghi di ritrovo all’aperto: gli italiani che ad oggi non sono ancora vaccinati potranno respirare un po’ di libertà, non verrà più richiesto almeno per le consumazioni nei tavoli all’esterno dei locali. Dovrebbe restare invece nei luoghi chiusi, per essere superata una volta per tutte dall’1 di maggio. Mascherina e Green Pass, quindi, rimarranno ancora qualche settimana per le attività al chiuso. Si va verso il superamento del ‘rafforzato’ per i mezzi di trasporto pubblici locali. Per i trasporti a lungo tragitto (come aerei, treni e navi) si potrebbe richiedere un tampone negativo per chi sprovvisto di Certificato Verde.

Il governo spera infine di rilanciare il settore turistico per le vacanze di Pasqua con queste novità: già dal 1° aprile dovrebbe non servire più il pass per le strutture ricettive (alberghi e hotel), per i musei, le mostre e le attività commerciali. Gli stadi dovrebbero tornare al 100% (ci sarà una deroga per la partita a Palermo della Nazionale del 24 marzo) mentre per i palazzetti al coperto le capienze dovrebbero aumentare progressivamente. Con l’addio allo stato d’emergenza dovrebbero poi decadere le quarantene da contatto, anche per i cittadini non vaccinati. L’altra nuova norma riguarderà anche le scuole, dove – probabilmente non da subito – dovrebbe sparire l’obbligo delle mascherine Ffp2 in favore della chirurgica.

Il dibattito tra parti della stessa maggioranza, comunque, è ancora aperto e alcune forze politiche premono per un allentamento più rapido delle misure, in particolare sull’abolizione del Green pass. Il governatore leghista del Veneto Luca Zaia oggi ha detto, rispetto alle restrizioni, che “è giunto il momento di abbandonarle tutte e fare affidamento sulla responsabilità dei cittadini”. Circola persino l’ipotesi di un ‘liberi tutti’ per i positivi asintomatici, come nel Regno Unito, che quindi non dovrebbero essere sottoposti a isolamento preventivo. E poi ci sono gli esperti e i tecnici, che ammettono che “il momento epidemiologico è confuso”. Per questo non si escludono delle verifiche a metà aprile per capire se e quanto alleggerire ulteriormente le restrizioni, come ad esempio l’obbligo di Green Pass al chiuso o l’uso della Ffp2. Misure che potrebbero entrare in gioco soltanto con il mese di maggio e poi progressivamente, per gradi, con giugno: ai concerti e allo stadio dovrebbe bastare la chirurgica, così come nei bus e nelle metro, in aereo e in treno. Il 15 giugno, infine, è l’altra data chiave per l’Italia del Covid. E’ quella in cui scadrà l’obbligo vaccinale e anche quella – è una delle ipotesi – in cui potrebbe andare totalmente in soffitta il Green Pass.