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Reggio Calabria, il Circolo “Gli amici della caccia” alla Regione: “ridurre la tassa di concessione regionale”

caccia in sicilia e calabria

Reggio Calabria, il Circolo “Gli amici della caccia” chiede pubblicamente la riduzione dei costi generali dei versamenti per i cacciatori calabresi, in particolare con riferimento alla tassa di concessione regionale

Il Circolo “Gli amici della caccia”,  chiede pubblicamente “alla Cortese Attenzione del Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto unitamente all’Assessore Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Rurale nonché al Presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia Calabresi e alle Associazioni Venatorie riconosciute e non riconosciute dalla Legge 157/92 di accogliere la proposta del Circolo suddetto, ossia di ridurre i costi generali dei versamenti per i cacciatori calabresi, in particolare con riferimento alla tassa di concessione regionale. “La tassa di concessione regionale è una delle tante voci di spesa che un cacciatore deve sostenere per poter praticare l’attività venatoria. Se la concessione governativa ha un importo fisso di 173,16 Euro, la tassa regionale ha un importo variabile che viene stabilito dalle stesse regioni. (fonte: Iocaccio). L’art. 23 della Legge 157/92 (Tasse di concessione regionale), comma 2, stabilisce che la tassa di cui al comma 1 è soggetta al rinnovo annuale e può essere fissata in misura non inferiore al 50 per cento e non superiore al 100 per cento della tassa erariale di cui al numero 26, sotto numero I, della tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e successive modificazioni. In Calabria, a seguito della Legge regionale 23 dicembre 2001 n. 47 all’art. 14 comma 2 la quale stabilisce che “dall’anno 2012 gli importi della tassa sulle concessioni regionali, come indicati nella tariffa allegata al decreto legislativo 22 giugno 1991 n. 230, sono aumentati del 20%”, la tassa regionale è stata aggiornata ad euro 100,80 determinati per come di seguito: euro 84,00 per effetto dell’art. 9 della legge 43/2005 (giusto il 50% della tassa governativa) più euro 16,80 per effetto dell’art. 14 della L.R. 47/2011”. (fonte approdocalabria)  Stando alle dichiarazioni dell’allora Assessore Regionale all’Agricoltura Michele Trematerra, gli attuali aumenti sono stati atti amministrativi dovuti per legge la cui mancata applicazione avrebbe comportato un danno all’erario sanzionabile dalla Corte dei Conti. In data 4 marzo 2021 la Cabina di Regia Unitaria del Mondo Venatorio, costituitasi ed operante da tre anni con una struttura a cui partecipano tutte le Associazioni Nazionali Venatorie Riconosciute (Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina) ed il Comitato Nazionale Caccia e Natura, in persona dei rispettivi Presidenti e legali rappresentanti pro tempore, aveva pubblicato un’istanza condivisa di esenzione o riduzione delle tasse di concessione relativamente alla stagione 2020/2021, in quanto i cacciatori italiani hanno subito pesanti restrizioni legate agli spostamenti determinate dalle misure dei DPCM 03.12.2020 e DPCM 14.01.202 per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 in tutta Italia, durante il periodo della zona rossa e arancione determinando di fatti impedimenti o limitazioni sugli spostamenti all’interno del proprio Comune di Residenza e solo successivamente “ampliati” all’interno del proprio ATC di residenza;  la tassa di concessione regionale, in quel periodo, pur avendo natura corrispettiva in quanto solo a fronte del loro versamento la P.A. consente agli interessati di poter svolgere l’attività venatoria e il cui importo è commisurato ai periodi di caccia stagionali stabiliti dalla legge n. 157/1992 e dalle leggi delle Regioni e Province autonome, come annualmente determinati dai rispettivi calendari faunistico-venatori”, e pur essendo i rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione improntati al principi della collaborazione e della buona fede, individuando la giurisprudenza in forza di detto principio la rinegoziazione dei tributi concessoristante la sopravvenuta impossibilità della prestazione economica, non è stata adeguata al pregiudizio, in termini di periodo di caccia, subito dai cacciatori italiani i quali di fatto non hanno ricevuto alcuna forma di ristoro. Ad oggi, solo la Regione Sicilia, con la pubblicazione della Legge di Stabilità inerente alle norme finanziarie in Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia del 21/4/2021, all’art.59 ha stabilito che:  “ai soggetti che hanno pagato la tassa di concessione governativa e regionale per il rilascio delle abilitazioni all’esercizio venatorio per l’anno 2020 è concessa una riduzione del 70% della medesima tassa per l’esercizio 2021 relativamente al calendario venatorio 2021/2022”.

Il Circolo della Caccia pertanto “alla luce infine della crisi economica che attualmente sta investendo il nostro Paese consequenziale al periodo di emergenza pandemica e all’effetto del conflitto tra Russia e Ucraina, determinando un aumento generale dei prezzi in modo esorbitante, chiede che quantomeno il costo della tassa di concessione regionale venga finalmente ridotto, eliminando preliminarmente in maniera definitiva l’aumento di 16,80 euro legato all’art.14 della Legge Regionale 23 dicembre 2011 n.47, secondariamente riducendo ulteriormente il costo della tassa di concessione regionale calabrese con una riduzione pari al 50% della misura fissata per legge”.