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“Solo il 2,9% dei morti è per Covid”. Gli avevano dato del No Vax, ma aveva ragione: l’Ordine dei Giornalisti fa retromarcia sull’ex Direttore del “Tempo” Bechis

dottore reparto covid

L’ex direttore del “Tempo”, il giornalista Francesco Bechis, in un articolo di ottobre scorso aveva fornito il numero dei decessi per Covid da fine febbraio 2020 in poi: segnalato all’Ordine ed etichettato come No Vax, alla fine aveva ragione

In un articolo dello scorso ottobre aveva scritto che “solo il 2,9% dei decessi registrati dalla fine del mese di febbraio 2020 sarebbe dovuto al Covid. Quindi dei 130.468 decessi registrati dalle statistiche ufficiali, al momento della preparazione del nuovo rapporto solo 3.783 sarebbero dovuti alla potenza del virus in sé”. E’ a causa di questo che Franco Bechis, ex direttore del “Tempo”, era stato segnalato all’Ordine dei Giornalisti. Motivo? Il ragionamento dedotto dal pezzo, a detta dell’Ordine, era “completamente infondato” ed è stata sminuita la “gravità delle conseguenze della pandemia”. Alcuni colleghi lo avevano anche accusato di essere No Vax.

Eppure, il giornalista aveva ragione. Il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti – come riporta “La Verità” – sgombera infatti il campo dalle accuse. Bechis a ottobre aveva espresso dei dubbi sulla classificazione dei decessi in Italia, ma scrivendo “fedelmente quanto riportato sul sito dell’Iss”. In pratica, non c’era nulla di inventato. Parlavano i dati ufficiali e lui li ha solo riportati. “Tutti gli altri italiani che hanno perso la vita avevano da una a cinque malattie, che secondo l’Iss dunque lasciavano già loro poca speranza. Addirittura il 67,7% avrebbe avuto insieme più di tre malattie contemporanee, e il 18% almeno due insieme”, aveva scritto Bechis in un altro passaggio, sempre dello stesso articolo e sempre citando l’Iss e i suoi dati. Anche l’Istituto parlava di “poca speranza” per determinati soggetti che, Covid o meno, sarebbero andati incontro a un infelice destino. Nel corso dei mesi, e soprattutto da ottobre in poi, anche numerosi scienziati, esperti, dottori e politici hanno cominciato a capirlo. Non si dimentichi la richiesta delle Regioni per cambiare i conteggi dei ricoveri o gli appelli dei vari Bassetti e Crisanti a conteggiare i decessi in maniera diversa.

Insomma, Bechis ha solo anticipato i tempi. E lo ha fatto con dati alla mano, come fa un giornalista, non di certo cambiando bandiera da un giorno all’altro come da due anni a questa parte fanno i virologi star. Ma in quel periodo, ancora più che adesso, guai ad andare controcorrente, pur riportando dei dati reali, ufficiali, pubblicati e consultabili da tutti: si è considerati No Vax e negazionisti a prescindere.