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Quarta dose, ora tutti dicono “no”. Bassetti: “io non la farei”. Viola: “vaccinare ogni 4 mesi è un errore”

matteo bassetti

Continua il “no” di tanti esperti verso la quarta dose di vaccino: Bassetti e Viola appoggiano la tesi di Gismondo, ma non sono gli unici

Adesso è “no”, quasi per tutti, anche per gli “irriducibili”. “No” alla quarta dose di vaccino anti Covid, si intende. E, seppur continui a spingere e a parlarne, seppur continui nella visione prudente (dove può, come sulle quarantene, perché su Green Pass e mascherina al chiuso ha dovuto fare i conti con buona parte della maggioranza di Governo, contraria, e quindi dall’1 maggio i due strumenti saranno eliminati), anche il Ministro Speranza ha dovuto “arrendersi”: “non ci sono ancora evidenze scientifiche”, aveva detto qualche giorno fa. Ma ha chiesto all’Ue una posizione univoca, anche in virtù del fatto che gli Usa hanno aperto al “booster bis” per tutti gli Over 50. Quest’ultimo è stato argomento di dibattito per gli esperti. E, come detto, per quasi tutti è “no” secco. Poi ci sono le posizioni intermedie (“solo ai fragili o solo a partire dall’autunno”), ma quelle estremiste a prescindere sono sempre meno. Già la Gismondo aveva parlato chiaro questa mattina: “la quarta dose è positiva solo per le aziende farmaceutiche”, aveva detto.

E ora la “accompagnano” Bassetti e Viola. Il primo, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha ormai cambiato approccio da un po’ e si lascia andare a una dichiarazione abbastanza coraggiosa, ma significativa: “La quarta dose di vaccino oggi, io che ho 50 anni, coi dati che abbiamo non me la farei, ha detto a ‘Un Giorno da Pecora’, su Rai Radio1. Ci aspetta “una Pasqua di convivenza col Covid, di convivenza e di liberazione, non come le due precedenti. Il 99% dei casi di Covid-19 in Italia oggi è per Omicron 1 e 2. Mi aspettavo un rialzo contagi ma a me interessa sapere quanti vanno in ospedale non quanti sono positivi. E oggi, grazie al vaccino, il Covid si può curare tranquillamente a casa”.

Antonella Viola, immunologa dell’università di Padova, è dello stesso avviso. L’esperta su Facebook spiega che “non è pensabile continuare a vaccinare ogni 4 mesi con lo stesso antigene e, da un punto di vista immunologico, potrebbe essere un errore. I dati mostrano un aumento degli anticorpi a seguito del secondo richiamo, ma questo aumento è paragonabile a quello che si ha subito dopo la terza dose. Inoltre, l’aumento della protezione dall’infezione è modesta e probabilmente (ma serviranno più dati) calerà nel tempo esattamente come quella conferita dalla terza dose”. Secondo Viola “per il momento non penso sia il caso di utilizzare il secondo richiamo” vaccinale anti-Covid “su tutti gli over 50, mentre ritengo che andrebbe valutata la possibilità di vaccinare gli anziani (over 70 in Germania, over 80 in Francia), soprattutto se residenti nelle Rsa. E’ giusto – conclude – prepararsi” a una nuova dose di vaccino contro Sars-CoV-2 “nel caso dovesse essere necessario, e probabilmente lo sarà in autunno”.