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Messina, shock a Barcellona: si è suicidato un assistente capo della polizia penitenziaria

polizia penitenziaria

L’uomo si sarebbe ucciso con un colpo d’arma da fuoco

Shock questa mattina a Barcellona Pozzo di Gotto. Intorno alle ore 10 si è tolto la vita un assistente capo della polizia penitenziaria della casa circondariale barcellonese. L’uomo si sarebbe ucciso con un colpo d’arma da fuoco. Non si conoscono ancora i motivi dell’insano gesto, gli inquirenti sono al lavoro per cercare di fare verità sul caso. L’uomo era sposato, aveva alle spalle 28 anni di servizio e da quattro anni era stato trasferito nel messinese, dopo aver lavorato anche a Reggio Calabria e poi nella casa circondariale di Gazzi a Messina. In questi giorni, in seguito ad un infortunio, si trovava in un periodo di malattia nella sua abitazione di Santa Marina a Milazzo.

“Una notizia agghiacciante, che sconvolge tutti noi”, dice Donato Capece, segretario generale del Sappe. “L’uomo, 55 anni, ad aprile dell’anno scorso aveva subìto l’aggressione di un detenuto con conseguenti ferite per le quali ancora a tutt’oggi era in convalescenza. Da poco aveva avuto il Covid. In servizio per tanti anni alla Centrale operativa regionale polizia penitenziaria di Messina, era poi stato trasferito a Barcellona a seguito della chiusura delle centrali operative”. Capece poi ricorda: “tre sono stati i suicidi nelle fila del Corpo da inizio anno, la media di uno al mese. Lo scorso anno 2021 furono 5, 6 nel 2020 ed erano stati 11 nel 2019. I numeri dei suicidi nelle file del corpo di polizia penitenziaria sono allarmanti. Dal 1997 ad oggi, i suicidi sono stati ben 168. Nonostante ciò, scarse o pressoché inesistenti sono state le iniziative poste in essere dal Dap e, a ricaduta, dalle singole Direzioni degli istituti e servizi penitenziari, che pure avrebbero potuto adottare iniziative autonome, per prevenire e fronteggiare queste situazioni di disagio, anche non direttamente connesse al servizio d’istituto”.

“Mi addolora la notizia di questo ennesimo suicidio tra le fila della Polizia Penitenziaria. Maggiore sostegno, anche morale e psicologico, va dato agli uomini e le donne in divisa, su questo fronte non mancherà mai il mio impegno. Esprimo la mia vicinanza alla famiglia ed ai colleghi”, è quanto commentato dal candidato sindaco di Palermo, Carolina Varchi.