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Aeroporto di Catania, sequestrati orologi con griffe di lusso ad un passeggero extracomunitario proveniente dalla Turchia

Catania: i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, congiuntamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sottoposto a un accurato controllo i passeggeri provenienti da Istanbul

Nell’ambito dei servizi di vigilanza doganale svolti quotidianamente all’aeroporto Fontanarossa di Catania, i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, congiuntamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sottoposto a un accurato controllo i passeggeri provenienti da Istanbul. Nel corso di tali attività, le Fiamme Gialle e i funzionari doganali hanno ispezionato il bagaglio da stiva di un cittadino del Bangladesh proveniente dalla Turchia, rilevando, a mezzo di apparecchiatura radiogena, involucri
di dubbia composizione. All’interno della valigia in argomento, il viaggiatore aveva occultato diversi articoli di lusso taroccati e riconducibili a “griffes” della moda internazionale e dell’Hi-tech, per un totale di 12 pezzi. Gli articoli rinvenuti, tra l’altro di ottima fattura, in assenza di documenti di spesa atti a giustificare l’originalità degli stessi, tali da poter ingannare gli ignari e potenziali acquirenti, sono stati sottoposti al sequestro amministrativo (artt. 13 e 14 L. 689/81). Il passeggero, pertanto, si è reso responsabile di una violazione amministrativa e quindi obbligato al nuovo trattamento sanzionatorio fino a €7.000,00 per l’introduzione di merci che violano un diritto di proprietà intellettuale o le regole di origine e provenienza da parte del consumatore finale. Infatti, dal mese di gennaio u.s., a seguito dell’adeguamento della normativa doganale agli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea, con la Legge Europea n. 238 del 23 dicembre 2021, il nuovo regime sanzionatorio per l’introduzione di piccoli quantitativi (20 pezzi) di merce irregolare all’interno degli spazi doganali è stato depenalizzato, prevedendo la confisca della merce e la sanzione amministrativa da € 100 a € 7000, più le spese di custodia e distruzione.