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Covid, il dott. Tromba: “Omicron è molto meno aggressivo delle altre forme che abbiamo finora conosciuto”

Covid, il dott. Tromba: “Omicron è molto meno aggressivo delle altre forme di che abbiamo finora conosciuto. Merito dei vaccini secondo gli esperti, o una parte di questi, mentre per altri è invece la prova che il virus si sta indebolendo”

“Ogni giorno che passa si accumulano conoscenze sulla variante Omicron. Diversi studi pubblicati nelle ultime settimane cominciano a fare luce sulle nuove caratteristiche della nuova “versione” Covid“. Lo dichiara il dott. Domenico Tromba, endocrinologo, consigliere dell’ordine dei medici di Reggio Calabria, segretario regionale AME (Associacione medici endocrinologi), membro cda Unime. “A differenza della devastante versione iniziale –prosegue l’illustre medico- e di quella della seconda ondata e anche della Delta, la variante Omicron, identificata per la prima volta , il 22 novembre 2021, nei laboratori di Botswana e Sud Africa, potrebbe essere davvero quella che segna lo spartiacque fra la pandemia e un’endemia. Divampa in Italia la variante Omicron -spiega Tromba- che ha fatto risalire i contagi e portato il Paese a colorarsi nuovamente, mentre il governo ha introdotto misure ancora più restrittive per i non vaccinati che in pratica vedranno ridotti al minimo i loro già risicati spazi di libertà. La variante Omicron però si presenta molto meno aggressiva delle altre forme di covid che abbiamo finora conosciuto. Merito dei vaccini secondo gli esperti, o una parte di questi, mentre per altri è invece la prova che il virus si sta indebolendo”.

Cosa succederà?

“A mio avviso avremo a che fare con una malattia più lieve rispetto alle forme che abbiamo conosciuto fino ad ora”. Ci potranno essere altre mutazioni”.

Saranno sempre più lievi oppure di nuovo mutazioni molto mortali?

“Non lo sappiamo. Non è che il virus scompare, è un’evoluzione che molti esperti si attendevano. Questo virus si sarebbe in qualche modo, usando un’espressione non del tutto corretta, “adattato” e avrebbe continuato a circolare con altri coronavirus con cui abbiamo a che fare da anni provocando una malattia lieve simile all’influenza da raffreddore. Non è da escludere che ci saranno altre varianti. Diversi Studi del Regno unito e Francesi ci spiegano chiaramente come si stia gradualmente passando dalla fase pandemica a quella endemica. Quindi ci troviamo di fronte ad un’influenza tipica della stagione invernale, identica a tante altre che abbiamo conosciuto in passato. L’unica differenza sta nel fatto che non si tratta di un virus influenzale ma del covid, ma questo non giustifica il terrore mediatico che si sta diffondendo in questi giorni. Per altro è ormai assodato che per certi tipi di influenze da covid basta ricorrere alle terapie antivirali per via orale. Nel Regno Unito è già stato approvato il farmaco della Merck chiamato Molnupiravir, mentre in Italia già da marzo è in uso il Remdesivir”.

Cosa ci attende?

“Ci dobbiamo aspettare purtroppo che centinaia di migliaia di persone ogni settimana si prendono la variante Omicron, ma il peso sugli ospedali sarà inferiore rispetto all’anno scorso con meno contagi perché la popolazione è oltre i tre quarti vaccinata e richiamata. Che questa variante sembra essere meno aggressiva come ricoveri e terapie intensive occupate, lo si è visto anche negli altri paesi.

Qual potrà essere il futuro?

“Quello di un virus che permane ma è meno pericoloso. E forse non è strettamente necessario avere subito dei nuovi vaccini, come dicono numerosi esperti: piuttosto dei richiami annuali per le persone già vulnerabili. Se invece dovesse emergere che la protezione contro le forme più gravi diminuisce nel tempo, allora sì sarebbe opportuno avere dei vaccini più efficaci. Dobbiamo infine ricordare come la variante Omicron ha un ciclo biologico molto più veloce e probabilmente ci porterà all’abolizione della quarantena per determinate attività. Questa si chiama convivenza con un nuovo virus che è Omicron che sembra essere meno cattivo anche perché saremo si spera tutti vaccinati. Intendiamoci, l’influenza stagionale e il raffreddore o simili non sono il sogno di nessuno, ma è chiaro che dobbiamo essere di fronte a qualcosa di estremamente che abbiamo vissuto. Tutti gli studi in arrivo dal Sudafrica e dal Regno Unito, che sono i primi Paesi in cui la variante Omicron si è diffusa, dicono due cose: che questa variante è molto più contagiosa, come testimonia anche il numero enorme di positivi oggi in Italia ,dovuti però anche al numero enorme di tamponi che vengono fatti, con code chilometriche fuori dalle farmacie ;ma dobbiamo dire che è anche molto meno pericolosa e quindi è importante non drammatizzare, ma certamente essere prudenti e rispettare tutte le norme di prevenzione al contagio. Il virus corre laddove trova campo libero”.