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Sicilia in zona gialla, l’ira dei ristoratori: “paghiamo sempre noi il prezzo più alto”

ristorante coronavirus Foto di Riccardo Antimiani / Ansa

La Sicilia diventa zona gialla, i ristoratori protestano a causa delle restrizioni imposte ai locali

La Sicilia torna in zona gialla a causa dell’aumento dei contagi e le prime misure dovute al cambio di colore, seppur ancora poco stringenti, vanno a colpire i ristoratori.Il messaggio che passa oggi con la zona gialla non è per nulla rassicurante. Paghiamo noi ristoratori, così come è avvenuto già in passato, il prezzo più alto, anche se le restrizioni imporranno pochi sforzi…“. Lo afferma Giovanni Trimboli, ristoratore e presidente della sezione ristoratori della Fipe-Confcommercio. “L’obbligo della mascherina all’aperto – afferma – unica misura reale, noi in Sicilia ce l’abbiamo da mesi“, piuttosto a preoccuparlo è il messaggio che lui definisce “non rassicurante” che viene dai contagi.

I ristoranti che devono lavorare con il green pass – spiega Trimbolisono sicuri eppure nelle recenti feste di Natale e Capodanno hanno pagato il prezzo delle continue disdette da parte del pubblico. Perchè la diffusione massiccia di un’ondata di contagi che c’è stata ha fatto temere il peggio. A mio avviso i pericoli maggiori sono stati nelle feste in famiglia: è bastato un positivo in casa per moltiplicare il numero“.

Trimboli adesso guarda al futuro: “speriamo che non si vada oltre il giallo, perchè il cambio di colore e l’introduzione di nuove restrizioni potrebbe ancora di più danneggiare la nostra categoria. E’ stata durissima riprendersi dalla pandemia dei mesi scorsi, se ricominciamo a chiudere sarà la fine“. A Catania, sono state decine i ristoranti che hanno subito defezioni dai clienti durante Natale e il cenone di Capodanno. “Frigoriferi con scorte piene senza potere immaginare come utilizzare quando e come la merce acquistata nelle ultime due settimane – dice Franco, maitre in un ristorante che si affaccia sul lungomare di Catania – Ciò che ci preoccupa non la zona gialla, ma l’incertezza del futuro“.