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Calabria: scuole chiuse solo a Reggio. A Cosenza a Catanzaro “non sarà emanata alcuna ordinanza, Tar produrrebbe immediata sospensione”

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La Calabria è in zona gialla, quindi i Sindaci non ritengono opportuno optare per la sospensione delle attività didattiche in presenza: “alla luce di un eventuale ricorso al Tar da parte di qualsiasi cittadino in disaccordo con l’eventuale decisione, si produrrebbe l’immediata sospensione da parte del giudice amministrativo senza neanche offrire alle Amministrazioni la possibilità di contraddittorio”

I Sindaci di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Corigliano-Rossano, Rende e Lamezia Terme hanno deciso di “non emanare alcuna ordinanza di sospensione” delle attività didattiche in presenza “che modifichi l’assetto stabilito dal Governo e che è in vigore in tutta Italia” e quindi riapriranno dal 10 gennaio come previsto dall’ordinanza del Presidente Roberto Occhiuto. Lo comunica via Facebook il sindaco di Cosenza, Franz Caruso. Alla luce di queste considerazioni, l’unico grande centro che sceglie di allungare il periodo di chiusura delle scuole nella Regione è Reggio Calabria. Ieri infatti, al contrario degli altri amministratori locali, il sindaco facente funzioni Paolo Brunetti ha disposto la sospensione dell’attività didattica in presenza fino al 15 gennaio.

“Nella situazione difficile che sta attraversando il Paese – prosegue Caruso – , compresa la nostra Regione, alle prese con la quarta ondata dell’infezione da Sars-Cov-19, la ripresa della didattica in presenza ha assunto come sempre molta rilevanza del dibattito politico dividendo l’opinione pubblica. A seguito delle dichiarazioni del Presidente della Giunta Regionale e della mancanza di una linea univoca dettata a livello regionale, come sindaci delle città capoluogo e delle città più popolose della Regione che ancora non avevano maturato una decisione rispetto all’eventuale ‘tentativo’ di emissione di un’ordinanza di sospensione della didattica in presenza, abbiamo avvertito l’esigenza di riunirci per aprire un confronto e condividere una linea comune rispetto ad un argomento tanto importante”.

“Tale esigenza – spiega il Primo cittadino di Cosenza – è motivata soprattutto dall’impatto che le ordinanze di sospensione della didattica in presenza hanno avuto ed avrebbero nei comuni più grandi, laddove insiste una più ampia gamma di scuole sia in termini numerici che di tipologie, quindi nel massimo rispetto di tutti i colleghi che, a prescindere dalla latitudine e dalla demografia, hanno già emanato provvedimenti in tal senso. Il decreto n.1 del 7 Gennaio, entrato in vigore da poche ore, oltre a confermare come la sospensione generale della didattica in presenza sia contemplata esclusivamente in zona rossa (la Calabria in questa fase permane in zona gialla) emana delle direttive precise rispetto proprio alla gestione della didattica”.

“In particolare – osserva Caruso – risulta già prevista la sospensione della didattica in presenza, e la conseguente attivazione della DaD per dieci giorni, in caso di positività di un alunno per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, di due alunni per quanto riguarda la scuola primaria di primo grado e di tre alunni per quanto riguarda gli altri istituti, oltre a sancire ulteriori norme correlate alla vaccinazione della popolazione scolastica. Alla luce di queste disposizioni e delle esperienze pregresse anche recenti (in ordine di tempo, l’ultimo caso è quello dell’ordinanza del sindaco di Luzzi, poco prima delle festività natalizie) è evidente, per altro, come alla luce di un eventuale ricorso al Tar da parte di qualsiasi cittadino in disaccordo con l’eventuale decisione, si produrrebbe l’immediata sospensione da parte del giudice amministrativo senza neanche offrire alle Amministrazioni la possibilità di contraddittorio”.

“Per tale ragione – conclude Caruso – abbiamo deciso, in questa prima fase successiva alle festività natalizie, di non emanare alcuna ordinanza di sospensione che modifichi l’assetto stabilito dal Governo e che del è in vigore in tutta Italia. Ovviamente tale decisione condivisa, certamente difficile come sempre quando si tratta di didattica in relazione all’emergenza pandemica, sarà costantemente valutata sulla base dei dati forniti dalle Asp e della evoluzione quotidiana della curva pandemica, ed è stato già fissato un nuovo tavolo di confronto da tenere mercoledì prossimo”.