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Reggio Calabria, Rosy Canale sulla mancata costituzione di parte civile del Comune nel processo Miramare: “confido con forza nell’azione della Procura della Repubblica”

rosy canale reggio c'è Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Reggio Calabria, Rosy Canale: “confido con forza nell’azione della Procura della Repubblica a cui non può sfuggire la condotta della dirigente Squillaci e di eventuali altri responsabili di questo “sconto comitiva” operato a favore di Falcomatà e compagni”

“Se al cittadino medio sfugge il significato di “costituzione di parte civile” nella sua veste tecnica, si spera che almeno gli illuminati e santoni delle varie associazioni “para militari”della legalità parolaia, ma produttiva di carriere, ne abbiano cognizione. E se ce l’hanno: come mai ancora nessuno ha fiatato? L’articolo 73 dello statuto comunale dava titolo alla dirigente dell’avvocatura civica, in quanto delegata dal sindaco, di assumere ogni azione legale a tutela dell’amministrazione comunale, quindi della comunità. Tutto questo non è accaduto”. E’ quanto afferma Rosy Canale Di Tore di “Adesso parla Reggio”. “Non si sa se per presumibili scambi di favori -sottolinea-  condizionamenti o addirittura pressioni, sui quali la magistratura deve fare chiarezza, senza se e senza ma! Fedora Squillaci, (cor)responsabile della mancata costituzione di parte civile del Comune nel processo Miramare, si spera che oggi chiarirà la sua posizione: in quanto convocata per la quarta volta dal consigliere Massimo Ripepi, presidente della commissione vigilanza. La costituzione di parte civile, non è una chimera, un atto etico: ma è la richiesta di risarcimento del danno esercitata in sede penale. Significa che in caso di condanna, anche di primo grado, il tribunale può stabilire una cifra provvisionale immediatamente esecutiva che viene cristallizzata e deve essere risarcita a prescindere dalla prescrizione del procedimento stesso. In poche parole: se l’amministrazione comunale si fosse costituita parte civile Giuseppe Falcomatà e compagni, condannati in primo grado, sarebbero stati anche puniti a ripagare il danno. Parliamo di migliaia di euro che sarebbero rientrati nelle casse del Comune di Reggio Calabria: immaginate la perdita erariale? E invece no. Il Comune si costituisce parte civile, ritenendosi parte offesa, solo quando sono ad essere imputati sono i semplici cittadini. Ne è prova la mancata costituzione sia nei procedimenti contro la dirigente Maria Luisa Spanò, protagonista negli anni scorsi di altro processo, sia per per Angela Marcianò, anche lei condannata in primo grado nel processo Miramare”.

“La Marcianò, professoressa di diritto, tace. Lei, che ha condotto una battaglia al limite del personale contro Falcomatà, oggi ne rappresenta solo la brutta copia in versione femminile. Reggio non Tace, Libera e persino Avviso Pubblico cercano di incartare la vicenda in puro stile politichese: fanno “gli scecchi nel lenzuolo” mentre sono sempre pronti a scagliarsi e a “sbandierare” quando si tratta del loro avversario politico. Perché nonostante cerchino di travestirsi da “buoni samaritani” queste organizzazioni sono politicizzate fino al midollo, screditando nel profondo i valori per cui dicono di battersi in quanto non esiste una coerenza etica. Se è vero che legalità ed etica sono valori imprescindibili nella gestione di un’amministrazione, indipendentemente dalla colorazione politica, i rappresentanti di Reggio non Tace, di Libera puntino il dito contro l’avvocatura civica, vengano a sedersi al tavolo con chi in queste settimane sta denunciando irregolarità nelle assunzioni al comune di Reggio e soprattutto dicano da che parte stanno! Confido con forza nell’azione della Procura di Reggio Calabria a cui non può sfuggire la condotta della dirigente Squillaci e di eventuali altri responsabili di questo “sconto comitiva” operato a favore di Falcomatà e compagni: ennesima perdita per il comune di Reggio Calabria”, conclude Canale.