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Reggio Calabria, disagi per la vaccinazione anti Covid. Aloisio: “situazione insostenibile, ecco la mia storia…”

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Reggio Calabria, disagi per la vaccinazione anti Covid. Aloisio: “situazione insostenibile. Generale Figliuolo, Presidente Occhiuto, così non va, non può andare. Non è corretto, non è sicuro, non è efficace”

La situazione negli hub per la vaccinazione in giro per la Calabria e nell’area metropolitana non è delle migliori. In tanti si lamentano per l’attesa, la calca ed il metodo usato. Claudio Aloisio, presidente provinciale di Confesercenti, sul proprio profilo facebook, scrive:

“Prima di convincere, obbligare o costringere le persone a vaccinarsi si dovrebbe metterle in grado di poterlo fare con facilità e senza correre il rischio di contagiarsi invece di tutelarsi. Questa è una piccola storia di ordinaria disorganizzazione alla quale, soprattutto nel Meridione, siamo tristemente abituati. Alle 16:00 arrivo al Polo Sanitario Sud con una prenotazione per le 16:05. Attendiamo davanti al cancello chiuso insieme ad altri sventurati per oltre mezz’ora sotto la pioggia dato che fanno entrare a gruppi di dieci. Una volta dentro capisco il perché: tra i vari ambienti ci sono oltre cento persone in attesa. I pochi volontari della protezione civile fanno quello che possono per mantenere l’ordine in quel caos ma è come tentare di svuotare una piscina con un cucchiaino: un’impresa impossibile. Attendiamo come in un carro bestiame ammassati, in piedi, al freddo perché, giustamente, data la calca porte e finestre sono spalancate. Si fanno le 18:30 quando finalmente mi siedo per farmi inoculare la terza dose, dopo due ore e mezza passate a stretto contatto con decine di individui in stanze dove mantenere anche la parvenza di distanza di sicurezza era una pia illusione. Eppure il sistema per un periodo aveva funzionato perfettamente. Ricordo con piacere, dopo i problemi dei primi giorni, l’ordine e la professionalità con cui ero stato assistito quando feci la prima e la seconda dose al punto vaccini del Consiglio Regionale. Purtroppo sembra che da noi non si riesca a far tesoro dell’esperienza e delle buone pratiche e una spiegazione me la fornisce una dottoressa energica con il viso provato mentre aspetto i canonici 15 minuti dopo la somministrazione. “Il sistema di prenotazione – mi dice – accoglie 50 persone l’ora. Noi qui abbiamo solo due posti per vaccinare di cui uno la mattina, fino alle 11:00, è occupato dal servizio prelievi. Anche riuscendo a fare una vaccinazione ogni cinque minuti, in un’ora, con i due posti disponibili, possiamo arrivare al massimo a 24 vaccinazioni. Ed ecco che si accumulano ritardi su ritardi. È da settimane che inviamo pec, email e comunicazioni su questa situazione divenuta insostenibile ma nulla! Nessuna risposta. Siamo carne da macello – conclude tristemente – noi e di conseguenza voi che dovete sopportare questa inefficienza. Sono le 18:55 quando esco da questo girone dantesco con la seria preoccupazione di essermi anche potuto contagiare dati gli assembramenti che in una situazione del genere sono inevitabili. Generale Figliuolo, Presidente Occhiuto, così non va, non può andare. Non è corretto, non è sicuro, non è efficace. Si prendano le giuste decisioni per affrontare questa situazione che ora, con l’obbligo vaccinale agli over 50 e la nuova stretta sul green pass, sicuramente andrà a peggiorare. Si aprano altri centri, si implementino le risorse, si riorganizzi il sistema delle prenotazioni con numeri realistici. Si faccia qualcosa e la si faccia in fretta perché andare avanti così è irragionevole e pericoloso”.