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Reggio Calabria, Consiglio Comunale aperto ma vuoto: cittadini abbandonano l’aula per protesta, ma il Sindaco f.f. Brunetti spegne le polemiche [FOTO E VIDEO]

  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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I cittadini hanno abbandonato l’aula del Consiglio Comunale di Reggio Calabria: “non ci sono i presupposti di base per svolgere la seduta aperta”. Brunetti però spiega: “qualcuno si è confuso con l’Assemblea pubblica”

Quella di oggi era una mattinata molto attesa per i cittadini di Reggio Calabria. Nell’aula consiliare di Palazzo San Giorgio, ha avuto luogo il Consiglio Comunale aperto per un confronto pubblico sulla grave vicenda dei brogli elettorali e sulla riqualificazione di Piazza De Nava, ma la presenza dei cittadini è durata soltanto pochi attimi. Le associazioni ‘Reggio non si broglia’, Reggio Futura, Alleanza Nazionale e Codacons hanno infatti abbondonato l’aula per protesta “per mancanza di condizioni che potessero permettere lo svolgimento del Consiglio Comunale aperto”. A far discutere è stata la scelta della sede, l’Aula Battaglia, un luogo che (anche a causa delle stringenti norme anti Covid) permette l’ingresso di un numero molto limitato di persone.

“C’è una chiara volontà di non volere affrontare determinati argomenti in un’aula adeguata – ha affermato Beniamino Scarfone del comitato ‘Reggio non si broglia’ – . La vicenda dei brogli pone una questione morale e ascoltare il Presidente del Consiglio che richiama ad un regolamento lo ritengo non bello, come se ci fossero qui persone che volessero offendere e non discutere. Ho sempre guardato negli occhi con lealtà chi la pensava diversamente da me, ma questa ritengo non sia politica”. A quel punto i cittadini hanno quindi abbandonato la seduta del Consiglio Comunale.

Consiglio Comunale aperto a Reggio Calabria: le parole di Scarfone e la protesta dei cittadini che abbandonano l’aula [VIDEO]

“Questo non è un Consiglio Comunale aperto – ha poi proseguito fuori dall’aula Pasquale Morisani, perché si è tenuto nell’aula dove la presenza e l’affollamento hanno impedito di esserci a coloro che avrebbe voluto esprimere il proprio pensiero. L’argomento è importante perché è stata uccisa la democrazia, concedendo di votare anche a persone decedute. Crediamo che il luogo adatto poteva essere il Salone Versace, già utilizzato in passato per situazioni del genere. Non si capisce nemmeno il motivo per il quale un cittadino per essere presente debba inviare una pec quindi giorni prima. I regolamenti vengono disattesi quando vanno contro l’interesse della maggioranza, ma vengono sbandierati quasi in modo minaccioso all’inizio di un Consiglio illegittimo per intimorire chi voleva porre un accento forte. L’azione amministrativa è un fallimento, viene mortificata l’essenza delle democrazia. Reggio da modello è diventata dis-modello”.

“Questo sarebbe un Consiglio Comunale aperto? Non è stato rispettato il regolamento, nemmeno le regole anti-Covid. La nostra protesta è nata per questo. Noi avevamo portato dei dati e dei sondaggi, perché oggi si sarebbe dovuto discutere anche della riqualificazione di Piazza De Nava. Abbiamo presidiato Piazza Camagna per sapere cosa i cittadini pensavano di tutto questo e volevamo portarli in Consiglio Comunale, ma oggi tutto è stato falsato”, si domanda invece Bernardino Cordova, Presidente del circolo “G.Almirante” di Gioventù Nazionale di Reggio Calabria.

Reggio Calabria, Cordova: “è stato Consiglio Comunale falsato” [VIDEO]

La protesta dei cittadini ha generato malumore, soprattutto tra i membri dell’opposizione, così il Sindaco f.f. Paolo Brunetti ha tenuto a chiarire: “probabilmente qualcuno ha confuso il Consiglio Comunale aperto con quella che è invece un’assemblea pubblica, dove può invece esserci un numero maggiore di persone. Noi abbiamo ricevuto 15 richieste di intervento e tutto sono state accolte. E’ stata data l’opportunità a questi rappresentanti delle associazioni di esserci, qualcuno però ha inteso abbandonare l’aula per generare polemiche. Di questo mi dispiace, non abbiamo nulla da nascondere. Brogli Comunali? Noi ci indigniamo di fronte al solo pensiero che possa essere accaduta qualcosa del genere. Non tocca al Consiglio Comunale discutere della vicenda dei brogli alle elezioni, ma sta alla giustizia fare il suo corso e stabilire la verità. Una volta accertati i fatti saremo i primi a chiedere il massimo della pena verso chi ha imbrogliato la città. Anche io mi sento parte lesa, io da venti anni chiedo la fiducia sulla mia persona”.

Reggio Calabria e il Consiglio Comunale delle polemiche. Brunetti: “qualcuno ha confuso con Assemblea pubblica” [VIDEO]

Consiglio Comunale aperto, Fiamma Tricolore: “una vera e propria buffonata e mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini”

“Nonostante fossimo tra i promotori e i firmatari del consiglio comunale aperto, abbiamo deciso quest’oggi di non partecipare con alcun nostro rappresentante a quella buffonata messa in piedi dal circo falcomatiano che amministra la città. Un consiglio comunale cosiddetto “aperto” convocato in piena ondata di contagio da Covid all’interno dell’aula del consiglio comunale, dopo quasi un anno dalla raccolta firme dei cittadini che ne chiedevano la convocazione, è un vero e proprio insulto ai cittadini operato da chi senza vergogna alcuna ha distrutto e umiliato la città negli ultimi otto anni. Le motivazioni addotte dal presidente del consiglio comunale più ridicolo che la storia umana ricordi, al notevole ritardo con cui si è giunti alla convocazione, sono talmente risibili che non meriterebbero risposta alcuna se non il pubblico ludibrio di un personaggio piccolo e moralmente imbarazzante asservito totalmente ad una maggioranza scorretta e senza alcuna dignità per il ruolo che ricopre. Ascoltare le parole proferite da uno squalificato sostituto di un sindaco condannato che, da rappresentante, non solo politico ma anche delle forze dell’ordine, osa affermare in aula che la discussione sui brogli “non lo appassiona” è il termometro perfetto di un soggetto e di una giunta indegni moralmente a rappresentare la città. A questi signori che attendono il giudizio della magistratura, noi vogliamo insegnare, perché non lo hanno mai imparato, che la politica dovrebbe ancora oggi essere, come lo è per noi, quell’arte nobile, che risponde a principi e valori che non hanno bisogno di attendere una sentenza della giustizia. Pertanto ci associamo alle parole proferite quest’oggi dal sindaco facente finzioni citando testualmente la sua affermazione certamente autobiografica: “prendiamo le distanze da tutto ciò che non è serio”. Lo scrive in una nota il partito MSI – Fiamma Tricolore.

Consiglio Comunale aperto, la nota del Circolo “Paolo Borsellino” di Gioventù Nazionale di Reggio Calabria

“Questa mattina al consiglio comunale aperto avremmo davvero voluto dare il nostro contributo ala discussione. Abbiamo però, purtroppo, constato come la partecipazione dei cittadini e il loro coinvolgimento non rappresentano, per l’Amministrazione, argomenti di rilievo”. E’ quanto scrive in una nota il Circolo “Paolo Borsellino” di Gioventù Nazionale di Reggio Calabria“Avremmo voluto porre alcuni interrogativi all’amministrazione – prosegue il comunicato – : uno su tutti riguarda la moralità del proseguire la loro azione politica nonostante il gravissimo evento di brogli acclarati alle ultime elezioni comunali. Avremmo voluto chiedere quale esempio e quali valori intendono trasmettere ai giovani e alla cittadinanza tutta: una poltrona vale più della trasparenza? Avremmo voluto chiedere anche A TUTTI i consiglieri (specie quelli di opposizione) di prendere una forte posizione, compiendo tutti gli atti necessari al ripristino della regolarità”.

“Avremmo voluto. Ma non l’abbiamo fatto. E non l’abbiamo fatto perché, dopo un anno di ritardi, il tanto richiesto Consiglio Comunale Aperto si è rivelato un semplice Consiglio Comunale con possibilità di intervento, senza alcuna volontà di estendere il Consesso a TUTTA la cittadinanza. Evidenziando problemi di tipo logistico legati alla pandemia (che non hanno consentito l’ingresso a diverse persone interessate ad assistere al Consiglio) e sottolineando articoli di regolamento che tentavano di limitare gli interventi dei prenotati, si è palesata la volontà di tenere più lontano possibile gli abitanti di Reggio dalla tematica. Rimaniamo delusi e consci del fatto che con semplici e brevi accorgimenti da parte dell’Amministrazione (come ad esempio l’utilizzo di una sala adeguatamente ampia da contenere centinaia di cittadini) Reggio Calabria avrebbe avuto l’occasione di tornare a far sentire la sua voce”, conclude il comunicato.

Consiglio Comunale aperto, la nota di “Reggio C’é”

“Questa mattina l’amministrazione Comunale di Reggio Calabria ha opposto il più bieco ostruzionismo alla partecipazione dei cittadini al consiglio comunale aperto previsto per oggi. Le restrizioni covid oggigiorno giustificano tutto, anche la strumentale volontà di svuotare l’aula facendo credere a chi funge da spettatore passivo che della vicenda dei brogli elettorali e della prossima devastazione di Piazza De Nava non importi nulla a nessuno. Nonostante fossi prenotata per intervenire, e di certo non avrei mai abbandonato l’aula, ho dovuto rinunciare perché ancora positiva al covid. Certamente in una città sventrata da politiche clientelari e del personale tornaconto è già un miracolo che ci sia ancora un folto numero di cittadini pronti a denunciare certe malefatte. Questa forma di resistenza disturba una maggioranza di mediocri oramai a ruota libera avallata da un’opposizione inesistente di cui Massimo Ripepi rimane l’unica voce fuori dal coro. Il signor f.f. si affanna a sottolineare la differenza tra tra consiglio comunale aperto e assemblea pubblica: evidente che Brunetti ha studiato. Allora, lo invitiamo a fare ripetizioni approfondite anche di quel codice etico per la buona politica approvato dall’Amministrazione Comunale con seduta straordinaria il 14 giugno 2016, divenendo a tutti gli effetti vincolante per la vita amministrativa dell’Ente. Non vorrà farci credere Brunetti che l’atto provocatorio di Ripepi di stracciare copia del codice in aula sia più oltraggioso di chi invece lo ha prima adattato alla propria “politica dei favori” e poi trasformato in carta igienica per contenere i bisogni di un sindaco condannato e sospeso che ha trattato la cosa pubblica come fosse casa propria…. Su dai, un po’ di decenza! Oggi quel codice impone proprio al sindaco f.f. di fare tutto ciò che è in suo potere per ottenere le dimissioni di Falcomatà, il quale non è assolutamente al di sopra della legge nonostante lui ostenti certe simpatie internamente alla magistratura reggina. Non faccia il paravento Brunetti, ci dica perché non chiede le dimissioni di Falcomatà di cui è chiaramente gadget telecomandato. Risponda Brunetti ai reggini con trasparenza: esistono doppi standard??? Tanto per le dimissioni, per le graduatorie di idoneità, per le costituzioni di parte civile??? A proposito, mi riservo di rispondere alla dirigente dell’avvocatura Squillaci nei prossimi giorni. La città stuprata senza onore ne vergogna da una banda di incapaci il cui disgustoso consociativismo rispecchia quello dei loro partiti nazionali che siamo costretti a subire”. E’ quanto si legge nella nota di “Reggio C’é”.

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Consiglio comunale aperto, la maggioranza: “rispetto per gli organismi inquirenti, chi ha proposto il consiglio ha perso una grande occasione”

“Non ci siamo mai sottratti ad una discussione seria e franca, ma riteniamo che il consiglio comunale aperto di oggi sia un’occasione persa, soprattutto per chi lo ha proposto, perché pur non entrando nel merito della vicenda giudiziaria, sulla quale siamo i primi ad affermare che si debba andare fino in fondo, doveva essere l’occasione giusta per chiarire tutti gli atti e le procedure messe in campo dall’Amministrazione comunale per evitare il ripetersi delle ipotesi di reato ad oggi contestate nell’ambito della vicenda brogli e per garantire la sicurezza e la piena trasparenza per l’agire della macchina amministrativa comunale”. È quanto affermano in una nota i consiglieri di maggioranza a Palazzo San Giorgio a margine dell’odierna riunione del consiglio comunale aperto. 

“Condividendo le parole del sindaco f.f. Paolo Brunetti, e di quanti dai banchi della maggioranza sono intervenuti su questa vicenda – prosegue la nota – riteniamo non sia il Consiglio comunale la sede giusta per discutere di una vicenda ancora aperta sotto il profilo giudiziario e sulla quale si è peraltro già espressa la giustizia amministrativa. Una discussione che non intendiamo affrontare nel merito, soprattutto per rispetto degli organismi inquirenti. Abbiamo comunque condiviso l’idea avanzata da qualche associazione di convocare sulla questione un consiglio comunale aperto, pienamente inclusivo ed in piena trasparenza, vista anche la diretta streaming pubblica, dove a tutti coloro che hanno chiesto la parola è stata data la facoltà di intervenire e di esporre il proprio punto di vista. Purtroppo si è deciso di non utilizzare questa occasione e di questo siamo sinceramente rammaricati”.

Consiglio Comunale aperto: la nota di disappunto di Pasquale Morisani

“Esterrefatti ed increduli abbiamo assistito ad un Consiglio Comunale-Farsa sul tema dei brogli elettorali che poteva registrarsi – in quelle fattezze tragicomiche – soltanto in questa sfortunata Città; afflitta da una classe dirigente politica “sinistra” che ha fatto della sfrontatezza la sua dottrina e della tracotanza dei forti e degli impunibili la sua filosofia morale”. E’ quanto scrive in una nota Pasquale Morisani, del gruppo Reggio non si broglia. Il Consiglio Comunale Aperto – che avevamo richiesto lo scorso anno con il supporto di una massa importante di cittadini – ha avuto uno svolgimento che è da considerarsi “una perla” della storica capacità di vecchi e nuovi marxisti (e di vecchi DC ossequiosi) di manipolare e contraffare fatti, circostanze, notizie di reato e responsabilità soggettive riguardo la miserabile operazione che portò a far votare, per il PD di Falcomatà e di Irto, anziani e ammalati inconsapevoli e financo reggini deceduti, oltraggiando tali soggetti fragili, la memoria dei defunti e le loro famiglie. Quando eravamo bambini ripetevamo – per esimerci dalla responsabilità delle nostre marachelle – una vecchia cantilena dialettale: “non fuja ieu, non fu a Maronna, fu u diavulu cu ducorna” (non sono stato io, non è stata la Madonna, fu il diavolo con due corna!); tale “refrain” è totalmente associabile a questo Partito Democratico reggino che ha trattato la questione brogli elettorali come se fosse un problema avulso e non riconducibile ai suoi esponenti più in vista e ad una serie di soggetti indagati che necessariamente devono essere – per fatti e circostanze – politicamente sodali al centrosinistra. Il PD ha trattato il tema brogli come un fattaccio esterno da esecrare e non, invece, per quello che è stato: una degenerazione feroce ed arrogante della bramosia di potere di alcuni iscritti al partito di Falcomatà. Ha completamente dimenticato il PD i reati obbrobriosi di questi necrofori della politica che dovrebbero essere ripudiati dall’intera maggioranza consiliare; cosicché l’intera Città deve prendere atto che questo centrosinistra reggino, dei “mai pentiti e dei sempre falliti”, deve ascrivere a sua prerogativa identificativa anche l’aggettivo di “complici”, nella forma tipica dei fiancheggiatori dell’immoralità”, conclude la nota.