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Reggina, l’entusiasmo di Stellone: “non potevo farmi scappare questa occasione. Di mercato abbiamo già parlato…”

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Roberto Stellone si è presentato: il nuovo allenatore della Reggina ha parlato a stampa e tifosi questa mattina, direttamente dal centro sportivo Sant’Agata

Il terzo allenatore stagionale, nel solo girone d’andata. La Reggina ha annunciato ieri Roberto Stellone, che succede a Toscano, a sua volta succeduto ad Aglietti. L’ex allenatore del Frosinone, in riva allo Stretto da calciatore 20 anni fa, si ritrova con una delicata gatta da pelare. C’è una squadra sfiduciata, in crisi di risultati, e manca una settimana alla fine del mercato. Stellone è stato presentato questa mattina alla stampa direttamente dal centro sportivo Sant’Agata.

A prendere la parola è Iiriti, che presenta il tecnico: Volevo ringraziare mister Toscano e tutto il suo staff. Oggi siamo qui per dimostrare la voglia della società, e anche la possibilità, di voler dare un’inversione di rotta a questo momento delicato. Vogliamo dimostrare ancora una volta la nostra intenzione di salvare la categoria. Dopo la partita di Monza abbiamo incaricato subito il nostro ds, che ha individuato in Roberto Stellone la figura giusta per questo momento. Lui ha molta esperienza in questo campionato, lo ha già vinto, poi conosce bene il territorio avendo giocato in passato con la nostra maglia. Gli faccio un grossa in bocca al lupo”.

Ecco Stellone“Felicissimo di ritornare in questa città bellissima. Il centro sportivo anni fa era totalmente diverso, ho visto che è stato migliorato tantissimo. Ho scelto in due secondi, senza pensare a contratto o soldi. Penso a lavorare in questi quattro mesi dalla mattina alla sera. Ho un ricordo bello di quella annata, 2003, in cui feci pochi gol ma contribuii alla salvezza. Ringrazio Taibi, Fabio Iengo, presidente, direttore e tutta la società. Non mi potevo far scappare una piazza importante e prestigiosa come questa, sono già stato in piazze calde. E poi c’era la voglia di allenare. Le mie scelte a volte sono state dettate dal far parte di piazze calde, perché vivo di questi stimoli. Poi ho avvertito la fiducia nella società, la sfida è difficile ma non impossibile. La classifica è corta, chi ci sta dietro è in salute, sta risalendo, tante hanno una partita in meno. Poi è un momento di fine mercato, delicato, ma l’impegno e il lavoro ci saranno. La squadra è sfiduciata, e sappiamo benissimo che quando una squadra non ha fiducia non gli riesce niente. Ottenere subito i risultati sicuramente aiuta”.

“Le gambe funzionano – prosegue Stellone – quando c’è la testa, e la testa di ogni singolo giocatore vive un periodo negativo. La mentalità mia di allenatore è stata sempre quella di cercare di provare a vincere sempre, ma bisogna provare a capire che la rosa ha le carte in regola per farcela, altrimenti non sarei stato un pazzo a venire qui. L’obiettivo è ritrovare l’entusiasmo, con risultati e vittorie, ma soprattutto la salvezza, dobbiamo salvare la categoria”.

Sul modulo e singoli: “La sosta mi dà tempo di preparare bene tutto, ma quando un allenatore subentra ad ottobre o parte all’inizio si può fare un’idea dei calciatori. Adesso è un po’ diverso, io in pochissimo tempo devo farmi un’idea, insieme al preparatore, di quella che è la condizione, dobbiamo capire se qualcuno è acciaccato. Ho allenato solo Micai di questo organico e tanti altri li ho affrontati da avversario. Ho in testa la mia formazione-tipo ma oggi non ho un modulo iniziale, in carriera mi sono spesso adattato alle caratteristiche dei giocatori, all’avversario o alle condizioni della rosa. Lo vedrò di partita in partita. A Frosinone ho vinto con il 4-4-2, a Palermo ho cambiato e fatto 4-3-1-2 variando successivamente. La Reggina può giocare con diversi sistemi di gioco. E non dimentichiamoci dei 5 cambi, che possono altresì permettere di cambiare a gara in corso. Io comunque preferisco lavorare su concetti come organizzazione, spirito di sacrificio e di squadra. Abbiamo un programma di lavoro che va modificato o migliorato in base alle risposte che dà un calciatore. Se un giocatore è abituato a correre 10 e corre 7, non va bene. C’è un aspetto graduale da considerare per non andare incontro ad infortuni. Nei prossimi mesi si giocheranno tante partite, bisogna assimilare più cose possibili. L’idea è mettere intensità, giocare in avanti, ma non si può fare per 90 minuti”.

Sul mercato: “In qualche ruolo interverremo ma dovremo deciderlo nel più breve tempo possibile. Non ho ancora visto quelli che sono stati utilizzati poco o nulla, vedremo. Non farò scelte per carinerie o altro. Non ci sono 11 titolari ma 11 che scendono in campo dall’inizio e poi altri che possono dare una mano. L’obiettivo è avere 2 giocatori per ruolo che possano andare in competizione. Abbiamo parlato con la società ieri e lo faremo oggi. Qualcosa si farà ma senza stravolgere, perché ci sono delle questioni di liste da rispettare”.

In chiusura si parla dei calciatori in uscita e soprattutto di Menez: “Ha grandissimo talento e qualità, a me piacciono i giocatori di qualità perché nelle partite sporche inventano i gol o l’assist. Lui è uno di questi. E’ un giocatore a disposizione. Da lunedì io resetto tutto e lavoro con chi ho in rosa. Con Menez ci devo parlare. I giocatori leggono che potrebbero andare via, questo è un disturbo in questo momento. Se ho fatto delle richieste specifiche? La società in entrata sa quello che potrebbe servire”.