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Da Occhiuto a Magorno, solo VERGOGNA per gli amministratori che scaricano sui “no-vax” le colpe della mala-politica

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La folle rincorsa della politica calabrese alla caccia all’untore “no vax”: un barbaro strumento per scaricare sugli inermi cittadini le responsabilità della mala sanità divorata da decenni di cattiva gestione pubblica

Il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, continua la sua ormai personalissima battaglia mediatica contro i fantomatici “no vax“, quotidianamente bersaglio del governatore calabrese che li considera unici responsabili della drammatica situazione sanitaria regionale. Non contento delle già stringenti norme approvate dal Governo centrale che nell’ultimo decreto ha addirittura disposto l’obbligo di vaccino per tutti gli over-50 (misura che ha lasciato perplessi persino gli esperti, come ha avuto modo di spiegare il primario della rianimazione del GOM di Reggio Calabria dott. Sebastiano Macheda in una recente intervista a StrettoWeb), adesso Occhiuto auspica un “lockdown per i non vaccinati“, in una sorta di accanimento ad personam rispetto ad una minoranza che non solo non sta violando alcuna legge, ma che gode di tutti i diritti di cittadinanza degli altri cittadini vaccinati. Occhiuto, esponente di un partito che si diceva liberale, insiste con dichiarazioni giornaliere: l’ultima, stamani a Radio 24, è stata forse la più estrema. “In Calabria ho fatto la ‘zona rossa’ solo a Platì, un Comune che ha meno del 30% dei vaccinati. Qualche settimana fa sono andato in questa cittadina reggina, ho fatto aprire un centro vaccinale ed ho detto agli abitanti: vaccinatevi o vi metto in ‘zona rossa’. Il primo giorno si sono vaccinati in 40, il secondo in 20, poi sempre meno. E adesso sono in ‘zona rossa’, e resteranno a casa“. Complimenti, Occhiuto! Almeno ci ha spiegato con sincerità perché Platì è in zona rossa: non perché ci sono più contagi, come immaginavamo nella nostra ingenuità che dava per scontato che le Istituzioni facessero scelte per il bene dei cittadini. Non perché ci sono più ricoverati, non perché sia peggiorata la situazione epidemiologica, ma semplicemente perché ci sono meno vaccinati che altrove! Una sorta di punizione, un dispetto puerile, una ripicca assolutamente ingiustificata da leggi dello Stato e norme del diritto e che non ha alcun precedente in nessun altro posto d’Italia e del mondo.

Sono contrario ad ogni restrizione di libertà per i vaccinati. Abbiamo chiesto agli italiani e ai calabresi di vaccinarsi, e chi sceglie la scienza non può pagare per i comportamenti altrui. Non vaccinarsi è una libera scelta, che giudico irresponsabile, ma questa libera scelta ha delle conseguenze. Per questo ho chiesto al governo la possibilità di fare un lockdown selettivo per i no vax. La Calabria è una Regione che ha la sanità commissariata, quindi evidentemente abbiamo problemi superiori rispetto ad altre realtà. E la pressione sulla rete ospedaliera sta aumentando in queste settimane soprattutto per ricoveri che interessano coloro che non si sono vaccinati. Non possiamo correre rischi a causa di una minoranza: i non vaccinati stiano a casa“, ha concluso colmo di rabbia Occhiuto. Ma il governatore calabrese dovrebbe chiedersi innanzitutto se i vaccini hanno dato il beneficio sperato: se da un lato sono certamente serviti a ridurre il numero dei morti e limitare la pressione ospedaliera, dall’altro non hanno fermato il contagio né svuotato gli ospedali dove ahinoi ci sono purtroppo anche molti vaccinati. Non hanno, insomma, risolto definitivamente il problema della pandemia per com’erano stati venduti e raccontati: non sono la soluzione finale. Si tratta di un utile strumento di protezione individuale, che serve eccome ma esclusivamente a chi lo fa, e in ogni caso deve essere affiancato da cure, terapie e adeguate strutture ospedaliere. Non è un caso che il governo ha disposto l’obbligo vaccinale per gli over 50, motivando la scelta su basi prettamente scientifiche: sono gli over 50 che vanno ad intasare gli ospedali, come gli esperti dicono da due anni suffragati dai numeri. E la stessa scelta del governo evidenzia che se il vaccino è reso obbligatorio per motivi di salute pubblica per gli over 50, lo stesso vaccino non è considerato necessario per gli under 50. Under 50 che fino ad oggi si sono vaccinati in grandissima parte controvoglia soltanto per cedere al ricatto di mangiare la pizza, andare allo stadio, in palestra, discoteca, svendendo il loro corpo per avere in cambio libertà basilari che nessuno in ogni caso gli avrebbe mai dovuto negare.

Occhiuto si dice “contrario ad ogni restrizione di libertà per i vaccinati“, così, a prescindere. Anche se il 100% di vaccinati non dovesse bastare. Anche se contagiati e ricoverati fossero vaccinati. Cos’altro serve alla politica per aprire gli occhi di fronte alle evidenze?

A sostenere Occhiuto in questa battaglia di disumanità e incivile barbarie, è arrivato poi il senatore di Italia Viva Ernesto Magorno: “Condivido le parole del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sulla necessità di attuare un lockdown selettivo per i no vax. Si tratta di una misura di giustizia per chi ha deciso di vaccinarsi optando, quindi, per la via della responsabilità e del bene collettivo Una scelta che vale doppio considerata la situazione della Calabria che già in passato ha dovuto subire decisioni dure dovute proprio al quadro critico della sanità“.

Innanzitutto vorremmo chiedere a Occhiuto e Magorno, nello specifico, cosa intendono per “lockdown dei non vaccinati“, oltre a quello già in atto. Dovrebbero sapere, Occhiuto e Magorno, che il lockdown per i non vaccinati c’è già: chi non ha il vaccino non può andare in pizzeria, al ristorante, al cinema, al teatro, nei musei, allo stadio, in palestra. Non possono viaggiare, neanche nello Stretto di Messina, non possono entrare in alberghi, B&B, non possono giocare a calcetto, tennis o padel, non possono andare in piscina. Se si tratta di over 50, o nel caso di medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell’ordine, insegnanti o personale di scuole e università, anche under 50, non possono addirittura neanche andare a lavorare, pena sospensione dello stipendio. Cosa intendono, quindi, Occhiuto e Magorno quando auspicano un ulteriore “lockdown per i non vaccinati“? Intendono fucilarli in piazza? Rinchiuderli in campi di concentramento? Mandarli ai lavori forzati in campagna?

Infine, sia Occhiuto che Magorno fanno riferimento nelle loro odierne dichiarazioni alle “situazione disagiata della sanità calabrese“. Ma questa situazione è forse stata provocata dai cittadini, vax o no vax che siano? O invece è stata proprio la politica, quella politica che governa questa terra da decenni e che Occhiuto e Magorno oggi rappresentano in pieno in quanto entrambi nell’alveo dell’area politica democristiana che ha sempre avuto in mano il potere della Calabria, e che ha ridotto la sanità regionale in brandelli? E perché Occhiuto a dicembre aveva annunciato 30 nuovi posti letto di terapia intensiva che oggi nessuno ha visto? Vuoi vedere che la politica, dopo aver distrutto la sanità della nostra terra e non aver capito nulla nonostante due anni di tempo su come affrontare la pandemia, adesso che si trova con le spalle al muro perché non riesce a fronteggiare neanche un’ondata di quella che ormai è diventata una banale influenza (anche grazie ai vaccini, che per l’influenza ci sono sempre stati), ha la disperata necessità di individuare un capro espiatorio e allora si scaglia contro questi fantomatici “no vax”, facile bersaglio dei potenti in quanto minoranza sempre più emarginata?

Chissà se hanno fatto bene i conti. Occhiuto in particolare: ha mai pensato a quanti “no vax” l’hanno votato pochi mesi fa alle elezioni Regionali? E a quanti suoi elettori, “vax” o “no-vax” che siano, da liberali si sentono traditi da questo tipo di sottocultura che vede calpestati gli inalienabili diritti individuali dei cittadini?