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Green Pass over 12, giovani senza sport. ASC, Eraclini: “noi accanto alle società, effetti deleteri nei ragazzi

pallone e green pass

Gli over 12 senza vaccino e super green pass non possono scendere in campo, scatta l’allarme tra le società sportive: “così perdiamo tanti ragazzi, con effetti devastanti. Caos e confusione”

Lo sport è fondamentale a tutte le età per il benessere psico-fisico, a maggior ragione nei fanciulli, già provati duramente dagli ultimi due anni di pandemia; dallo scorso 10 gennaio il decreto legge per gli sport di contatto parla chiaro: anche per le attività all’aperto, è ora obbligatorio il super green pass anche per i minori, che senza vaccino dovranno abbandonare l’attività fisica, con risvolti deleteri. Per praticare sport di contatto al chiuso o all’aperto infatti, occorre adesso il green pass rafforzato, senza alternative quali certificazioni o auto-certificazioni.

E’ evidente che la scelta sulla vaccinazione, e le ricadute a livello sportivo, non sia in mano ai giovani ma ricadano sui genitori, che se fossero restii in automatico sarebbero responsabili dell’inattività fisica dei figli. Come dichiarato dal Professor Aldo Grauso, i genitori devono pensare alla socialità dei loro figli: i bambini e ragazzi non vaccinati vanno in drop out, ossia tagliati fuori dalle attività sportive in un’età molto delicata per il loro sviluppo formativo. Il rischio è quello che venga meno la ritualità, la passione, i contatti con gli amici.

Allarme altissimo dalle Società Sportive, che cominciano a fare i conti con la perdita di tanti ragazzi. In tutta Italia impazza la polemica, in nome dello sport come valore che deve restare alla portata di tutti: il grido è quello di un NO a discriminazione ed esclusione, al diritto allo sport, al benessere, alla prevenzione alla malattia, al valore educativo della socialità sportiva.

A loro il sostegno forte degli enti di promozione sportiva come ASC, che ha presentato una nota al governo. Categorico Antonio Eraclini, Consigliere Nazionale e Presidente Provinciale ASC di Reggio Calabria: “il nostro è un grido di allarme che si affianca a quello delle società sportive. Siamo assolutamente a favore della campagna di vaccinazione, ma chiediamo l’intervento delle autorità affinchè sia salvaguardata l’attività sportiva dei ragazzi e il loro benessere, ma anche il lavoro delle società che si trovano oggi a fare i conti con gruppi dimezzati a causa di genitori scettici“.