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Green Pass, professore rifiuta il vaccino e avvia lo sciopero della fame: “non sono disposto a dare il mio corpo allo Stato per lavorare”

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Sospendere un lavoratore per la mancata vaccinazione contro il Covid-19 per il docente di storia e filosofia “è una scelta politica, non è una misura sanitaria ma una punizione per i dissidenti politici”

Singolare iniziativa di sciopero della fame è stata avviata dal professore Davide Tutino, docente romano di storia e filosofia. Sospeso a causa del rifiuto di vaccinarsi contro il Covid-19, ha deciso di protestare contro le misure imposte dal Governo, su tutte il Green pass. L’insegnante sta portando avanti con coerenza e onestà intellettuale la sua battaglia, sta circolando sul web una sua foto con un cartellone: “40 mila condannati alla fame, 50 milioni condannati alla tirannia”.

“Qui non sono Davide Tutino, ma uno dei circa 40 mila docenti che stanno rifiutando il ricatto. Quando mi sono trovato in questa situazione e la mia storia è diventata pubblica sono iniziati ad uscire i numeri. La mia condanna è una condanna a morte per fame, non è riconosciuto nessun diritto di cittadinanza e a mantenere la mia famiglia. Se avessi compiuto un reato e fossi stato sospeso avrei avuto un assegno per la mia famiglia. Qui il problema è diverso, non hai commesso un reato, ma hai disobbedito al governo e al potere, tu sei un dissidente politico. È una scelta politica, non è una misura sanitaria ma una punizione per i dissidenti politici. Noi siamo 50 milioni di cittadini sospesi perché sono sospesi i diritti umani e sono condizionati all’obbedienza al governo. Se noi siamo tamponati perché dovrei dire che accetto di dare il mio corpo allo Stato per lavorare? Perché questo ci è stato richiesto”, ha affermato in una recente intervista rilasciata a Radio Radio.