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Danimarca, i media confessano: “su Covid e conteggio ricoveri abbiamo fallito”. Passo indietro sulla narrazione da paura

giornale danese su comunicazione covid

L”Ekstra Bladet, importante e famoso quotidiano danese, ha ammesso gli errori di stampa e autorità politiche sulla narrazione pandemica (basata su paura e panico) in merito soprattutto al conteggio dei ricoveri

L’approccio cambia, o comunque sta cambiando. Nel mondo, in Europa, in Italia. Dopo due anni di pandemia, con i vaccini e varianti meno contagiose, è necessario voltare pagina e affrontare di petto il Covid, con tutti i suoi rischi ma anche con molte armi in più da utilizzare. La strategia della paura, la narrazione del terrore, non hanno di certo aiutato i cittadini a combattere questi mesi difficili, tra lockdown, forti restrizioni della libertà e certificati vari.

In Danimarca, l’Ekstra Bladet, uno dei giornali più autorevoli e famosi del paese, si è “mostrato in tutta la sua essenza”. Ha ammesso l’errore, ha fatto un passo indietro, ha confessato: “Abbiamo fallito”, è il titolo dell’articolo con cui lo stesso quotidiano si scusa per la comunicazione allarmista di questi due anni, sia della stampa che delle autorità politiche, ammettendo che su tante cose si erano sbagliati. “Per quasi due anni, noi – la stampa e la popolazione – siamo stati quasi ipnoticamente preoccupati dal Coronavirus quotidiano delle autorità – si legge nell’articolo – Abbiamo osservato le oscillazioni dei numeri quando si trattava di contagiati, ricoverati in ospedale e morti per Covid. E ci è stato dato il significato dei più piccoli movimenti del pendolo stabiliti da esperti, politici e autorità, che ci hanno costantemente avvertito del mostro Coronavirus che dormiva sotto i nostri letti. Un mostro che aspetta solo che ci addormentiamo per poter colpire nell’oscurità della notte. Il costante allarme mentale è svanito tremendamente in tutti noi. Ecco perché anche noi, la stampa, dobbiamo fare il punto sui nostri sforzi. E abbiamo fallito”.

Sulla fondamentale distinzione tra ricoveri “per” o “con” Covid, tema su cui si sta dibattendo anche molto in Italia negli ultimi giorni, il giornale ammette che “fa la differenza. Una grande differenza. Precisamente, i numeri ufficiali dei ricoveri hanno dimostrato di essere del 27% superiori alla cifra effettiva di quanti ce ne sono in ospedale, semplicemente perché hanno il Coronavirus. Lo sappiamo solo ora. Ovviamente, sono in primo luogo le autorità responsabili di informare la popolazione in modo corretto, accurato e onesto. I numeri di quanti sono malati e morti di Coronavirus dovrebbero, per ovvi motivi, essere stati pubblicati molto tempo fa, quindi abbiamo ottenuto l’immagine più chiara del mostro sotto il letto. Nell’insieme, i messaggi delle autorità e dei politici alle persone in questa crisi storica lasciano molto a desiderare. E quindi mentono su come si sono preparati quando parti della popolazione perdono fiducia in loro”.

Altro tema affrontato è quello dei vaccini. Non sulla loro utilità, ma sulla falsa illusione costruita verso chi ha deciso di farsi somministrare le dosi pensando di non essere più contagiato o contagioso. “I vaccini sono costantemente indicati come la nostra ‘superarma’ – si legge – E i nostri ospedali sono chiamati ‘super ospedali’. Tuttavia, questi super ospedali sono apparentemente sotto pressione, anche se quasi l’intera popolazione è armata con una superarma. Anche i bambini sono stati vaccinati su vasta scala, cosa che non è stata fatta nei nostri Paesi vicini. In altre parole, c’è qualcosa qui che non merita il termine ‘super’. Che si tratti dei vaccini, degli ospedali o di un misto di tutto questo. Ma almeno la comunicazione delle autorità alla popolazione non merita in alcun modo il termine di ‘super’.Anzi”.

Un’importante ammissione, un passo indietro onesto e apprezzabile, che testimonia il possibile cambio di approccio sulla pandemia. Con i vaccini e le altre nuove cure, non è più possibile continuare sulla linea di paura e panico, ma bisogna guardare avanti con fiducia e tornare alla normalità. In Gran Bretagna lo fanno da mesi, in Spagna lo hanno annunciato, in Italia si sta discutendo di alcune modifiche. Certo, nel nostro paese sarebbe altresì apprezzabile che politica e media ammettessero allo stesso modo gli errori commessi. Non sappiamo se lo faranno, ma a guardare le prime pagine dei quotidiani italiani oggi e a sentire di possibili variazioni nei bollettini, nel conteggio dei ricoveri o nelle regole della quarantena, è comunque un passo avanti importante.