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Green Pass, l’allarme di Federalberghi Roma: “favorisce gli hotel abusivi”

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“Il Green Pass favorisce gli hotel abusivi”: è l’allarme lanciato da Federalberghi Roma

Il Green Pass non lo vuole nessuno, chi per un motivo e chi per l’altro. Non mancano gli appelli degli imprenditori, negli ultimi giorni, nonché le proteste. Gli ultimi ad alzare la voce sono gli hotel romani, per bocca di Federalberghi. L’oggetto della discussione è “l’assurdo normativo e l’incomprensibile dissonanza delle norme attualmente in vigore che dal 1 febbraio eliminano l’obbligo di Super Green Pass per entrare in Italia dai Paesi UE e diversi altri, ma lo mantengono per soggiornare nei nostri hotel e per avere accesso a quasi tutti i servizi legati alla filiera turistica (treni, ristoranti, musei, ecc.). Un evidente disallineamento normativo che penalizza irrazionalmente la ricettività ufficiale rischiando di favorire il sommerso“. 

“E’ vitale – spiega l’associazione in una nota – che il grido d’allarme dell’assessore Onorato (l’assessore al Turismo di Roma che ha chiesto al Governo aiuto per il settore piegato dal Covid, ndr) non sia ignorato, mentre ora la domanda da porsi è dove dormiranno tutti gli europei privi di Super Green Pass in arrivo in città e nel Paese da domani. Se non si metterà subito rimedio alla distonia di disposizioni – le parole del presidente Giuseppe Roscioli – ad avvantaggiarsi sarà il Far West delle strutture ricettive che operano fuori dalle regole, la cosiddetta ‘shadow economy’ composta da migliaia di alloggi fantasma che esercitano attività ricettiva eludendo sostanzialmente le leggi e che la nostra categoria denuncia da anni. Ci auguriamo che sia una semplice dimenticanza, non possiamo e non vogliamo credere che il Governo voglia deliberatamente affossare un settore già allo stremo, con centinaia di alberghi chiusi da quasi due anni e che storicamente concorre ad alimentare il Pil nazionale in misura pari al 13%, favorendo le economie turistiche di altri Paesi. Non possiamo permetterci che altre disposizioni danneggino la già fragilissima economia del turismo capitolino e nazionale”.