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Reggio Calabria, donate 500 mascherine ai detenuti della Casa Circondariale di Palmi

Donate 500 mascherine ai detenuti della Casa Circondariale di Palmi: un gesto di solidarietà per rendere meno gravosa la malattia di chi vive dietro le sbarre

La solidarietà del genere umano non è solo un segno bello e nobile, ma una necessità pressante, un ‘essere o non essere’, una questione di vita o di morte”. Così sosteneva Immanuel Kant ed è così che nel solco di questa verità l’agire quotidiano tracciato dal Garante della Città Metropolitana di RC (Dott.Paolo Praticò) per i diritti dei detenuti continua la propria attività al servizio dei diritti di chi è privato della propria libertà.

Non solo occhio attento e garante del rispetto della dignità umana contro ogni eventuale forma di sopruso ed inosservanza dei principi costituzionali ma anche mano benevola nel momento del bisogno. I bisogni mutano come il tempo e, purtroppo, oggi ci troviamo di fronte ad uno un po’ ingombrante. Il virus. La pandemia ha inasprito le condizioni carcerarie, già di per sé difficili, e reso la vita di chi vive dentro quelle mura un po’ più dura.

In quest’ottica, il Garante Metropolitano Rc si è adoperato affinché la popolazione detenuta nella Casa Circondariale di Palmi fosse sgravata da un peso insidioso facendo pervenire gratuitamente una cospicua quantità di mascherine grazie al fondamentale e tempestivo riscontro della storica Associazione Antigone, presieduta dal Prof. Patrizio Gonnella, per i diritti e le garanzie del sistema penale, da sempre impegnata nel mondo dei detenuti che ha donato 500 mascherine lavabili.

Grazie alla sinergia dell’Ufficio del Garante Metropolitano composto oltre che dal Dott. Praticò, dagli Avv.ti Cristina Arfuso, Giuseppe Gentile e Giovanni Montalto ( non nuovo a questi gesti di altruismo, come è avvenuto in precedenza con altre Associazioni che si sono offerte di contribuire alla causa) e dell’associazione Antigone ( a cui va un sentito plauso) la popolazione detenuta della Casa Circondariale palmese sarà nuovamente dotata dei dispositivi di protezione individuale atti a contrastare il Covid. Con l’auspicio di non dover più contrastare siffatte problematiche, resta fermo l’impegno di contribuire a rendere la vita detentiva migliore nel rispetto primario dei diritti umani.