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Covid, la stampa estera punzecchia Draghi: “la democrazia in Italia prima o poi deve tornare”

Mario Draghi Foto di Riccardo Antimiani / Ansa

Nel commento dei quotidiani, oltre il tema Covid, si evoca il dibattito fra chi ritiene che Draghi debba restare ancora per una fase a Palazzo Chigi e chi piuttosto lo preferirebbe in veste di garante al Quirinale come presidente della Repubblica per 7 anni

Il Premier Mario Draghi “ha presieduto con autorità” un governo “di unità” nazionale, ma “prima o poi la democrazia deve essere ripresa”. Lo sottolinea in un editoriale dedicato al nostra Paese l’autorevole quotidiano The Guardian, che avanzando anche diversi elogi al Presidente del Consiglio italiano, critica la gestione della pandemia Covid-19 che ha portato una profonda ferita all’interno della società. Nel Regno Unito non viene fatta alcuna distinzione tra cittadini vaccinati e non vaccinati e, dal Freedom Day di luglio ogni restrizione è stata abolita; anche i tamponi gratuiti sono garantiti per tutti i cittadini. “La democrazia debba essere presto o tardi ripristinata” dopo la transizione affidata a “un primo ministro tecnocrate”, “non votato in nessuna elezione”, malgrado la consapevolezza del “periodo d’instabilità potrebbe seguirne”.

“Il Premier Draghi merita molto credito per la pausa di successo” che l’Italia si è assicurata in questi mesi, “ma la politica tradizionale è destinata a fare il suo ritorno”, scrive il giornale d’Oltremanica nell’editoriale odierno intitolato “Il punto di vista del Guardian sull’Italia: la Draghi-dipendenza, comprensibile ma non sana”. Nel commento si evoca inoltre il dibattito in corso fra chi ritiene che Draghi debba restare ancora per una fase a Palazzo Chigi e chi piuttosto lo preferirebbe in veste di garante al Quirinale come presidente della Repubblica per 7 anni. The Guardian in ogni modo auspica il consolidamento di una candidatura del centro-sinistra per la guida del Paese nel prossimo futuro, dopo i risultati dell’alleanza fra Pd e “gli anti establishment” del Movimento 5 Stelle: un eventuale esecutivo che andrebbe fondato su quanto “costruito” nell’ambito del sostegno al governo Draghi. D’altro canto giudica pericoloso per la Penisola un potenziale avvento al governo di una coalizione di centro-destra “nazionalista” animata da “sbruffoni politici” come Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Espone un’analisi critica sul presidente Draghi anche la statunitense Bloomberg. “La coalizione di governo italiana non si piega più alla volontà di Mario Draghi come una volta”, si legge in un articolo, facendo un particolare riferimento all’obbligo vaccinale per gli Over 50 che non ha trovato un grande appoggio da Lega e M5S. “Le componenti rivali nel suo governo stanno iniziando a guardare alle elezioni generali previste quest’anno e alla competizione per succedere a Draghi. Questo rende più complicato tenere una linea precisa. Il presidente del Consiglio sta segnalando quindi che preferirebbe diventare presidente della Repubblica quando il mandato di sette anni di Sergio Mattarella scadrà all’inizio di febbraio. Ma Draghi non vuole trasferirsi al Quirinale solo per affrontare una crisi di governo, dicono i funzionari, vuole evitare elezioni anticipate ed essere sostituito da qualcuno che possa tenere il forte ancora per qualche mese”, si fa ancora notare.