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Covid in Serie A, la proposta di Bassetti: “far giocare i calciatori positivi se vaccinati e asintomatici”

coronavirus matteo bassetti

Il virologo Matteo Bassetti apre alla possibilità di far giocare i calciatori positivi se asintomatici e vaccinati con due o tre dosi: in questo modo il calcio potrebbe evitare di fermarsi a causa del Covid

Il campionato di Serie A prova a ripartire dopo la pausa natalizia seppur falcidiato dai casi di Covid. Le Asl territoriali sono tornate in azione bloccando 4 gare della 20ª Giornata, la prima del girone di ritorno: la Salernitana non scenderà in campo contro il Venezia; il Torino contro l’Atalanta; l’Udinese contro la Fiorentina e il Bologna contro l’Inter. Troppo alto il rischio dei contagi secondo le Aziende sanitarie territoriali. In questo modo non solo 8 squadre non scenderanno in campo, ma parallelamente ci saranno il resto delle formazioni che, decimate dai casi di Covid e dalle conseguenti quarantene, non potranno giocare al meglio delle proprie possibilità.

Qualcosa va cambiato. Intervistato da “La Gazzetta dello Sport”, Matteo Bassetti, direttore dell’Unità Operativa Clinica Malattie Infettive del San Martino di Genova, ha aperto alla possibilità di far giocare i calciatori positivi se vaccinati e asintomatici: “il calcio in questo momento è lo specchio del Paese. C’è un problema sociale in larga scala, bisogna prendere decisioni immediate, non continuare a temporeggiare. Oggi il virus va attaccato, non possiamo più farci attaccare dal virus. Ho sentito che dal 1° febbraio ci sarà vaccino obbligatorio nel calcio e va benissimo. Ma intanto penso che ci sono già tantissimi giocatori vaccinati, mi sembra oltre l’80 per cento. Un numero sufficiente di atleti per cambiare le regole: chi ha due o tre dosi di vaccino, se risulta asintomatico, dovrebbe essere libero di giocare e di svolgere il proprio lavoro. Francamente, quando parliamo di vaccinati e asintomatici, io non vedo quale sia il problema a mandarli regolarmente in campo. Poi se uno è sintomatico, allora si mette in quarantena secondo la legge vigente. Ma chi sta bene non deve essere costretto all’isolamento o alla quarantena, altrimenti non ripartiamo più“.