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Come funziona l’Elezione del Presidente della Repubblica? Grandi elettori, voto e cosa cambia dal 4° scrutinio

Elezione Presidente della Repubblica Foto di Claudio Onorati / Ansa

Tutti i passaggi che portano all’elezione del Presidente della Repubblica: il numero dei grandi elettori, le differenze dal quarto scrutinio, le operazioni di voto e la cerimonia conclusiva

Il giorno tanto atteso è arrivato. Il primo, grande, appuntamento politico del 2022 coincide con un’importante decisione per il futuro della Nazione: l’elezione del Presidente della Repubblica Italiana. Dopo 7 anni passati sotto la guida di Sergio Mattarella, la cui rielezioni al momento sembra possa escludersi definitivamente, l’Italia avrà un nuovo capo di Stato. Nel pomeriggio odierno verranno effettuate le votazioni che porteranno all’elezione della nuova guida del Paese in un momento fra i più delicati della storia recente, accentuato dalla pandemia globale di Covid e le difficoltà socio-economiche derivanti da essa. Un momento in cui una guida forte e lungimirante può fare la differenza nel futuro del Paese. Vediamo come funziona l’elezione del Presidente della Repubblica e tutti i passaggi che porteranno alla proclamazione.

Grandi elettori, quorum e differenze a partire dal 4° scrutinio

L’elezione avverrà con il Parlamento riunito in seduta comune, a cui si aggiungeranno i rappresentati delle regioni. Il numero più importante da tenere a mente è 1009, il totale dei grandi elettori chiamati al voto. Sono così distribuiti: 315 senatori più 6 senatori a vita; 630 deputati; 58 delegati regionali, 3 per ogni Regione ad eccezione della Valle d’Aosta che ne ha uno. Nei primi tre scrutini, per eleggere il nuovo Presidente serve un numero di voti uguale ai 2/3 dei componenti dell’Assemblea, ovvero 673 voti per un singolo candidato. Dal quarto scrutinio in poi la quota si abbassa alla maggioranza assoluta dei votanti, dunque 505 su 1009. Nessuno schieramento politico ha numeri tali dal poter eleggere il proprio candidato, anche al momento del quarto scrutinio. Sarà necessaria dunque una base di accordo comune fra più forze politiche. Terminata la votazione si procede allo spoglio delle schede e alla lettura dei voti da parte del presidente della Camera affiancato da quello del Senato. Dopo il conteggio dei voti verrà proclamato il risultato.

La cerimonia

In caso di esito positivo della votazione, il presidente della Camera e quello del Senato comunicato l’avvenuta elezione al candidato in questione. Una volta eletto, il Presidente della Repubblica non entra subito in carica, ma deve attendere giuramento e insediamento. Il tutto avviene con una particolare cerimonia. Il neo Presidente parte dalla sua residenza insieme al segretario generale della Camera con destinazione Montecitorio. Il nuovo Capo dello Stato giunge in aula e giura davanti al Parlamento riunito in seduta comune, ai delegati regionali e ai componenti del Governo. Dopo il discorso di rito, il successore di Mattarella lascerà Montecitorio per recarsi presso l’altare della Patria per rendere omaggio al milite ignoto. Successivamente il Presidente della Repubblica raggiungerà il Quirinale a bordo della storica Lancia Flaminia, scortato dai Corazzieri a cavallo, per ricevere gli onori militari. Il conclusivo passaggio di consegne con il suo predecessore sarà l’ultimo atto che renderà ufficiale l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.