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Reggio Calabria, caos al centro vaccinale di Pellaro. Il papà di una bimba disabile: “disorganizzazione e inciviltà, vergogniamoci”

Centro vaccinale Pellaro

Caos nella serata di ieri al centro vaccinale di Pellaro, la testimonianza del papà di una bimba disabile: disorganizzazione e inciviltà, colpa della struttura ma anche dei cittadini. E poveri medici, costretti sempre ad arrangiarsi

Nella serata di ieri è stata segnalata alla redazione di StrettoWeb la situazione presente presso il centro vaccinale di Pellaro: la grande affluenza di persone, alcune delle quali senza prenotazione, ha reso complicata la regolare organizzazione delle vaccinazione generando caos, ritardi e lunghe code. I cittadini, in attesa di ricevere la propria dose, hanno iniziato a spazientirsi. Qualcuno anche a provare una certa vergogna. È il caso del papà di una bimba disabile che nella giornata odierna ha scritto una lettera alla nostra redazione, che riportiamo nella sua interessa qualche rigo più in basso, descrivendo l’esperienza vissuta ieri. Il genitore si era recato al centro vaccinale per sottoporre al vaccino la figlia disabile, ma si è dovuto scontrare con disorganizzazione e inciviltà. La struttura ha avuto difficoltà a far fronte al problema, ma i cittadini ci hanno messo del loro secondo il racconto dell’uomo. E i medici sono stati costretti, ancora una volta, ad arrangiarsi.

“Salve,

sono il papà di una bambina, purtroppo disabile legge 104/92 art.3 com.3. Ieri verso le 17:30, mi sono recato presso il centro vaccinale di Pellaro per far somministrare alla piccola di sei anni la prima dose di vaccino, ed aver trovato quel caos vi garantisco che non è stato per nulla bello. In un paese civile trovare una condizione del genere dove il personale sanitario deve scontrarsi in continuazione, allo stremo delle forze, per combattere l’inciviltà degli utenti che nonostante l’obbligo di prenotazione continua a presentarsi al centro chiedendo di essere vaccinato.

D’altra parte non è possibile non AVER PREDISPOSTO, dei percorsi obbligati, CON TRANSENNE, a differenziare prima di tutto i DISABILI, I BAMBINI, GLI ADULTI PRONATATI DA QUELLI NON PRENOTATI. Possibile che in un paese civile non si riesce ad organizzare l’ABC di un gruppo di lavoro che possa affrontare un utenza direi tutto sommato normale??? Dico normale perché fuori nelle scale ci saranno state non più di 100 persone!!!

E’ possibile che nel 2022 in un centro vaccinale predisposto per vaccinare i bambini anche disabili, SI OBBLIGA L’UTENZA A FAR FILA CON TUTTI GLI UTENTI SENZA DIFFERIENZARE gli uni dagli altri, ovviamente CON IL RISCHIO ELEVATO PER CHI E’PIU’ FRAGILE DI TORNARE A CASA ANCHE CON IL COVID?

La folla, la gente accalcata in quelle condizioni non ha assolutamente capito a distanza di tempo, nonostante le vittime cosa sia realmente il Covid. Possibile che un centro che si è organizzato tra i primi a vaccinare i bambini non abbia predisposto un percorso giocoso per i più piccoli delle sale dedicate, dei pagliacci, degli infermieri con dei camici colorati??? E non si tratta di costi o di tempi ma semplicemente di VOGLIA DI FARE BENE IL PROPRIO LAVORO. METTERE nelle condizioni il personale sanitario a poter operare bene e non a DOVERSI ARRANGIARE OGNI VOLTA.

Non si tratta di cercare il colpevole, non voglio cercare differenze tra organizzazione al nord o al sud, qui si tratta di farsi un esame di coscienza a tutti i livelli e renderci conto che non siamo capaci di organizzare nulla e nemmeno di rispettare il nulla organizzato. Ieri si è palesato il fallimento totale sia come cittadini che come organizzatori. Dovremmo semplicemente VERGOGNIARCI. Realmente ieri mi sono sentito offeso come uomo, come cittadino Italiano prima e calabrese dopo, e rammaricato di quanto accaduto.

Un papà”.