fbpx

Calabria: bufera nel Pd. Candidato alla segreteria regionale scrive a Letta: “manca l’agibilità democratica”

Pd-Letta

Calabria: bufera nel Pd. Candidato alla segreteria regionale scrive a Letta: “manca l’agibilità democratica, impedito il regolare svolgimento del congresso”

E’ caos nel Partito Democratico in Calabria in vista del congresso regionale. Mario Franchino, candidato alla carica di segretario e sfidante di Nicola Irto, ha scritto una lettera al segretario nazionale Enrico Letta sostenendo che in Calabria è a rischio l’agibilità democratica che potrebbe impedire il regolare svolgimento del congresso del partito che dovrà chiudere una lunga fase di commissariamento. Franchino ricorda di avere presentato nei giorni scorsi “una serie di ricorsi anche alla Commissione Nazionale di Garanzia, su quanto stava succedendo in Calabria per il tesseramento e delle gravi omissioni assunte dal Commissario Graziano e dalla commissione di garanzia per il tesseramento. In particolare – scrive – si denunciava la impossibilità di presentare candidature attraverso legittime sottoscrizioni non essendo ancora pronti gli elenchi dei tesserati Pd nella nostra regione. In un comunicato di due giorni fa si annunciava da parte della Commissione regionale di garanzia per il tesseramento, che gli elenchi erano disponibili presso le federazioni provinciali. Tutto questo a meno di quarantotto ore dalla scadenza stabilita per le ore 20,00 del 7 gennaio per la presentazione delle candidature alla segreteria regionale“. Ieri sera Franchino ha presentato la documentazione relativa alla candidatura “senza aver potuto disporre dell’anagrafe certificata degli iscritti. Dopo aver presentato l’incartamento ho chiesto che almeno adesso mi venisse fornito l’elenco. Di fronte a tale richiesta mi e’ stata negato. Di fronte a tale diniego ho fatto richiesta scritta al Presidente della commissione il quale mi ha detto che mi avrebbe inviato via email l’elenco degli iscritti. Alla luce di quanto accaduto ritengo che dopo tali avvenimenti sia messa in discussione la stessa agibilità democratica impedendo così il regolare svolgimento del congresso”.