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Briatore assolto, non frodò il fisco: “innocente, ma ormai il mio Yacht è stato venduto”

yacht briatore Foto Ansa

L’imbarcazione di lusso venduta 12 giorni prima della sentenza definitiva, dopo oltre dieci anni di processi

La corte d’appello di Genova ha assolto Flavio Briatore e altre tre persone “perché il fatto non costituisce reato” nel processo sulla vicenda dello yacht Force Blue. L’imprenditore era accusato per una evasione fiscale di oltre 3 milioni di euro sull’Iva e per l’attività di charter, ma niente di tutto ciò si è verificato. L’incubo giudiziario è dunque terminato, ma per Briatore non si può parlare di storia a lieto fine. Perché? Nel periodo in cui lo yacht era posto sotto sequestro è stato venduto ad una cifra addirittura tre volte inferiore al reale valore. “Dodici anni fa la mia barca è stata circondata da una flottiglia di 15-20 finanzieri, spediti da un magistrato per un’operazione ‘coram populo’ (al cospetto del popolo, ndr). Fu una ridicola esibizione militare, che comunque risultò efficace dal punto di vista mediatico. Ne parlarono, infatti, tutti i telegiornali già dalle sei del mattino. Per 10-12 anni fui accusato di fatture false e contrabbando, ma ciò che mi fece più male è che nel 2018 con la Corte di Cassazione abbiamo avuto una sentenza favorevole alla difesa e nel 2019 la Corte di Appello seconda sezione di Genova non tenne proprio conto dell’indicazione della Cassazione”, ha raccontato Briatore nel corso del programma ‘Quarta Repubblica’, in onda lunedì sera su Rete 4.

“Così, improvvisamente – prosegue l’imprenditore – , il 27 gennaio 2020 organizzarono un’asta senza fare nemmeno gli inventari e misero la barca in vendita durante la pandemia Covid, in cui non c’erano turisti russi o americani. Organizzarono la vendita sapendo che 12 giorni dopo ci sarebbe stata la sentenza di secondo grado della seconda Cassazione. Fu venduta ad un prezzo molto basso, valeva 20-22 milioni di euro secondo la perizia, quindi è stata svenduta. Io posso capire se si parlasse di banane, che vanno a male quindi vanno vendute, ma quando una barca è stata ferma dieci anni con la società che ha sempre lavorato sanando i debiti, decidi di venderla 12 giorni prima della Cassazione. E’ stato quindi rimandato tutto al Tribunale di Genova, che in terzo grado di giudizio ci ha assolti perché ‘il fatto non costituisce reato’. La barca adesso non c’è più e non hanno aspettato 12 giorni, dopo 10 anni, nonostante la sentenza in secondo grado che era stato a nostro favore. Abbiamo fatto di tutto e di più per garantire di colmare tutte le spese fino alla fine del processo, oltretutto la barca gestita da un custode completamente nuovo l’ha fatta navigare nonostante noi avessimo chiesto di tenerla in porto perché sotto Covid era molto complicato fare charter”, conclude sconsolato Briatore.