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Australian Open, il primo ministro australiano avverte Djokovic: “senza prove sufficienti per l’esenzione tornerà a casa”

Novak Djokovic Foto di Justin Lane / Epa / Ansa

Il governo australiano avverte Djokovic: se non presenterà prove sufficienti a favore dell’esenzione medica, tornerà a casa

Mentre il governo vittoriano e Tennis Australia possono permettere a un giocatore non vaccinato di competere nell’Australian Open, è il governo del Commonwealth che farà rispettare i nostri requisiti al confine australiano“. Sono le parole di Karen Andrews, ministro australiano per gli Affari Interni dichiarate in merito all’esenzione medica ottenuta da Novak Djokovic per partecipare agli Australian Open. Il tennista servo dovrà  “fornire una prova accettabile” che giustifichi l’esenzione medica, altrimenti verranno respinte o “saranno costrette a scontare una quarantena di 14 giorni. Nessun individuo che partecipa all’Australian Open riceverà un trattamento speciale“.

L’organizzatore del torneo, Craig Tiley, aveva chiarito come la richiesta di esenzione passasse secondo rigide linee guida: “abbiamo reso più difficile per chiunque faccia domanda, per assicurarci che sia il processo giusto e per assicurarci che gli esperti medici se ne occupino in modo indipendente. Sarebbe certamente utile se Novak spiegasse le condizioni in base alle quali ha chiesto e ottenuto un’esenzione“.

Anche Scott Morrison, primo ministro del Commonwealth dell’Australia, non ha usato mezze misure sul caso Djokovic: “chiunque cerchi di entrare in Australia deve rispettare i nostri requisiti di frontiera. Ora Novak Djokovic, quando arriverà in Australia, dovrà fornire una prova accettabile che non può essere vaccinato per motivi medici. Aspettiamo la sua presentazione e quali prove ci fornisce. Se queste prove dovessero essere insufficienti, non sarà trattato diversamente da nessun altro e sarà sul prossimo aereo per tornare a casa“.