fbpx

Andreoni: “DaD e riduzione quarantena non frenano il contagio”. Ma non è un problema: “grazie a Omicron non ci sarà collasso ospedali”

scuola classe liceo scientifico leonardo da vinci reggio calabria Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Il professore Massimo Andreoni commenta le misure attuali per contrastare il Covid

Le misure che si stanno mettendo in atto non sono tanto rivolte a ridurre i numeri delle nuove infezioni. Mandare una classe in dad solo quando ci sono 3 o 4 contagiati a seconda del livello scolastico, togliere la quarantena ai soggetti vaccinati oppure rivedere i tempi d’isolamento, sono tutte misure che potenzialmente possono far aumentare i numeri dei positivi piuttosto che ridurli. Gli ultimi interventi sono rivolti più al contenimento dei casi gravi e della pressione sugli ospedali perché siamo in difficoltà, continuiamo ad avere un numero di accessi in terapia intensiva e ahinoi anche di decessi mal sopportabili dalla sanità pubblica. Quindi capite che le ultime decisioni sono più finalizzate a questo che non al contenimento dei numeri”. Sono le parole del professore Massimo Andreoni, primario d’infettivologia e direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), a “Gli Inascoltabili”, un programma di Radio New Sound Level fm90.

Il professore evidenzia che queste misure non influiscono sul contagio e infatti non sarà un problema. Gli ospedali, a detta sua, terranno: “per il futuro ci vorrebbe la sfera magica – ha proseguito – diciamo che mi aspetto il picco per metà gennaio, ancora per qualche giorno questi numeri si manterranno sicuramente molto alti per l’effetto delle festività natalizie da metà gennaio potremmo scavallare e passare dall’altra parte della vetta. Per quando riguarda il problema della pressione sugli ospedali, penso che non diventerà insostenibile. Variante Omicron? I dati che abbiamo a disposizione ci fanno credere che sia meno patogena e virulenta rispetto alle altre. C’è grande pressione sugli ospedali ma credo che non si arriverà a quel collasso registrato tra la seconda e la terza ondata. Noi stiamo pagando e nel prossimo futuro pagheremo, tutto ciò che non è stato fatto in tema di diagnosi, prevenzione e cura di tante altre malattie, non solo i tumori. Sotto tantissimi aspetti gli ospedali in questo momento non stanno dando quello che devono dare. Tutto ciò che sta accadendo sta privando le persone di una buona sanità e purtroppo molte persone moriranno purtroppo”.