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Non vuole il vaccino, ma solo il Green Pass: uomo si presenta al centro vaccinale con un braccio finto, denunciato

Una storia folle, per certi versi, assurda, una di quelle che fanno ridere o piangere a seconda dei punti di vista, una delle – probabilmente – più strane di questi quasi due anni di Covid: un uomo si è presentato al centro vaccinale con un… braccio finto

Un film? No. Una barzelletta? Macché. E’ tutto vero. Una storia folle, per certi versi, assurda, una di quelle che fanno ridere o piangere a seconda dei punti di vista, una delle – probabilmente – più strane di questi quasi due anni di Covid. Il protagonista è un uomo 50enne di Biella che si è presentato al centro vaccinale di Biver Banca per farsi somministrare il vaccino. E fin qui, direte voi, dove sta il problema? Beh, il “problema” è che l’uomo si è presentato con un… braccio finto. Sì, esattamente, avete capito bene. L’intenzione reale non era quella di vaccinarsi, ma quella di possedere il Green Pass, che tra qualche giorno diventerà Super e restringerà le attività consentite (dal 6 dicembre al 15 gennaio anche in zona bianca ma dopo quella data solo in giallo e arancione) a chi decide di non sottoporsi al vaccino.

La storia è abbastanza insolita anche nel suo complesso, visto che l’uomo – pienamente cosciente e consapevole – si è presentato regolarmente al centro, senza prenotazione, firmando anche il consenso davanti al medico. Dopo aver scoperto il braccio, questo in silicone, l’operatrice sanitaria si è insospettita, chiedendo all’uomo di scoprirlo per intero. E, da qui, svelato l’inganno. E pensare che l’uomo ha anche provato a convincere la donna a far finta di nulla, ma è stato invece denunciato ai carabinieri, con un verbale firmato da medico e operatrice, e l’Asl segnalerà il caso anche in Procura.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi sono intervenuti sulla questione: “Il caso rasenta il ridicolo, se non fosse che parliamo di un gesto di una gravità enorme, inaccettabile di fronte al sacrificio che la pandemia sta facendo pagare a tutta la nostra comunità, in termini di vite umane e di costi sociali ed economici. La prontezza e la bravura dell’operatrice hanno rovinato i piani di questo soggetto che ora ne risponderà alla giustizia. Un grazie, invece, va a tutti gli operatori sanitari impegnati ininterrottamente da mesi nella nostra campagna vaccinale senza mai abbassare l’attenzione e la professionalità, a cominciare proprio da chi ha agito con prontezza questa sera a Biella, una delle prime Asl ad aver anche già raggiunto virtuosamente più del 93% del target di somministrazioni giornaliere che la Regione ha dato alle proprie aziende sanitarie per correre sempre più veloci con le terze dosi”.

“Fatti come questo hanno dell’incredibile – aggiunge Luca Sala, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Biella – Fa rabbia, però, perché noi abbiamo 60 persone tra infermieri, medici e personale amministravo impiegato quotidianamente nella campagna vaccinale: episodi come questo tipo sviliscono l’impegno quotidiano, del sabato e della domenica, e anche il fuori orario che facciamo tutti per rispondere alle richieste”.