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OMS: “terza dose è un lusso, cedere vaccini a paesi poveri”. Ma in Europa insistono: “il booster è importante contro Omicron”

Tedros Adhanom Ghebreyesus Oms Foto di Salvatore Di Nolfi / Ansa

Voci discordanti e contrastanti all’OMS: i vertici mondiali invitano a cedere i vaccini ai paesi poveri, ma dall’Europa fanno orecchie da mercante

Caos e confusione all’interno dell’OMS. Voci contrastanti e discordanti nello stesso movimento. Il direttore dell’OMS Europa Hans Kluge, infatti, ha spiegato che “una nuova tempesta sta arrivando” nel continente con la variante Omicron del Covid che “entro poche settimane dominerà in più paesi della regione, spingendo i sistemi sanitari già sotto pressione sull’orlo del baratro”. E, da qui, la spinta sulla terza dose: “Boost, boost, boost”, ha esortato, sottolineando che “il booster è la difesa più importante contro Omicron”.

Peccato che però dai vertici mondiali dell’OMS non la pensino allo stesso modo. Da settimane, e anche di più, invitano infatti i paesi occidentali e ricchi a cedere i vaccini a quelli poveri e in difficoltà, perché per loro la terza dose “è un lusso”. Trattandosi di pandemia, che colpisce quindi indistintamente ogni paese del mondo, è evidente che si debbano vaccinare tutti i paesi allo stesso modo e con le stesse percentuali, onde evitare tutte quelle varianti che si sono sviluppate proprio nei paesi a bassa percentuale di vaccinazione. Da qui l’invito dei vertici mondiali dell’OMS a cedere i vaccini, ma dall’Europa fanno orecchie da mercante…