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Reggio Calabria, la promessa di Parpiglia: “torno nella mia terra, vedrete cosa farò”. E su Falcomatà: “a lui non frega un c***o…”

Gabriele Parpiglia attacca Falcomatà: “se un Sindaco fa un concorso a Milano durante un’indagine vuol dire che non gliene frega un c***o della sua città”. E poi fa una promessa

Gabriele Parpiglia è un giornalista abbastanza conosciuto a livello nazionale. E’ nato a Reggio Calabria ma, per lavoro, non è presente in città da un po’ di tempo. Appena può, però, grazie all’importante risalto mediatico e social che possiede, prova a lanciare dei messaggi di aiuto verso la sua terra. Adesso, però, non vuole fermarsi, vuole andare oltre. E lo annuncia in una diretta Instagram con Noemi Spinetti, influencer e tiktoker calabrese. “Mi sono speso tantissimo per la Calabria perché sono di Reggio, dove è accaduta una tragedia di recente”, dice Parpiglia in riferimento al Processo Miramare. “Il Sindaco ha ricevuto una condanna in appello e si è scoperto che parallelamente, mentre c’era un’indagine, sia lui che la moglie hanno fatto un concorso per lavorare a Milano. C’è quella voglia di scappare, perché non c’è altra parola per definire una parola simile. Sapevo già da tempo che se un Sindaco fa un concorso per un lavoro a Milano significa che non gliene frega un c***o e sa già che verrà condannato e si dovrà far da parte. Ho fatto Giurisprudenza, avevo letto le carte e sapevo che ci sarebbe stata una condanna. Tu, Sindaco, sei stato votato per moda, perché si è voluta dare la fiducia a un personaggio che di cognome fa Falcomatà, figlio di un grande Sindaco, ma non si sono resi conto che hanno votato un ragazzo che come prima cosa ha pensato di sistemare i c***i suoi e infatti poi lo hanno condannato”.

Ma poi Parpiglia entra nel dettaglio e fa una promessa in cui non si sbilancia, non dice troppo, ma fa intendere qualcosa di molto importante: tornerà a Reggio Calabria a distanza di anni. “Tu hai, dalla tua, una persona che ha lasciato Reggio Calabria da 18 anni e che se alza il telefono può tranquillamente entrare in televisione e dire “aiutiamo la Calabria”, dice il giornalista parlando di se stesso e del risalto mediatico che possiede. “Secondo te mi ha cercato qualcuno? Mai, tranne la controparte. Non mi hai sfruttato (riferimento a Falcomatà, ndr) ma ora la ruota gira e, dopo 22 anni in cui mi sono fatto il culo, vediamo se si riesce a rialzare la città in cui sono nato e cresciuto. Cosa costava alzare il telefono? Adesso che c’è campo libero, vedrai”, dice riferendosi all’influncer durante la diretta.

E poi, come detto, l’annuncio: “Da questo momento, a costo di mettere da parte ciò che ho fatto per 22 anni, vediamo se si può cambiare passo. Mi vedrai entro breve giù a Reggio Calabria. Sto pensando a tante persone che mi hanno contattato, il vantaggio che ho io è uno ed è semplice: non ho nessuno a cui devo dare o promettere qualcosa. Ho la forza del telefono, del contatto diretto. A me dei soldi non frega nulla, di accontentare le persone non mi interessa, ma mi interessa solo dire grazie alla città che mi ha permesso di fare quello che faccio”.