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Covid, Zangrillo contro Monti: “inneggiare scenari bellici è fuori luogo. Fare allarmismo crea panico e danneggia la salute mentale”

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“Fare terrorismo sul Covid è fashion, ma adesso basta panico, così si crea una generazione di fobici”: le considerazioni del Dott. Zangrillo sulla pandemia in Italia

Dalla trincea della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano ha dichiarato “guerra agli idioti”. Il Dott. Alberto Zangrillo è sempre stato in prima linea in questi due anni di pandemia, ma non ha mai fatto allarmismo sul Covid-19. In molte occasioni il direttore ha parlato di gravi errori di comunicazione, che hanno dato una visione distorta di quella che è la reale problematica sanitaria. “Io sono un medico intensivista, ho il diritto di raccontare quello che osservo. Anche perché la narrazione mediatica crea il panico e danneggia la salute mentale delle persone. Così si crea una generazione di fobici”, ha affermato in un’intervista pubblicata su Quotidiano.net.

Sulla variante Omicron ci va cauto: “bisogna essere razionali. L’autorità sanitaria sudafricana ha parlato di “variante particolarmente contagiosa”; ebbene, anche il raffreddore lo è. Non voglio minimizzare, ma occorre misurare le parole: stiamo uccidendo la socialità, la gente è frastornata”. Secondo l’ex premier Mario Monti siamo in guerra e per questo “servirebbe una comunicazione meno democratica”, ma Zangrillo frena subito: “queste evocazioni di scenari bellici sono fuori luogo e surreali. Certamente non mancano le suggestioni e i condizionamenti, ma chi realmente vive sul campo, combatte le malattie, le inefficienze del sistema ed è in guerra solo contro gli idioti”.

L’esperto mantiene questa posizione dall’inizio della pandemia, non intende cambiare versione: “certamente, in termini di segnalazioni all’Ordine dei medici, insulti e minacce di morte quotidiane che puntualmente la mia segretaria cancella. Fa parte del gioco. È più fashion dire che moriremo tutti. Ma non sono un autolesionista che vuole fare il diverso, mi limito a raccontare quello che vedo ogni giorno. Durante la terza ondata, ad esempio, abbiamo ricoverato pazienti positivi al Covid provenienti da altri ospedali nella stessa terapia intensiva che ospitava persone con patologie diverse, e non si è infettato nessuno. Eppure, in tv continuiamo a vedere le corsie piene di marziani che parlano con la voce distorta, palombari con caschi e tripla maschera come se dovessero toccare l’amianto. Medici che, solo a vederli, terrorizzano i malati”.