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Catania: congresso regionale siciliano della SIRU, tutelare la fertilità e combattere la denatalità

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Catania: congresso regionale siciliano della SIRU, tutelare la fertilità e combattere la denatalità, attraverso una collaborazione chiara e aperta tra istituzioni, operatori e rappresentanti della Sanità

Tutela della fertilità e lotta all’emergenza denatalità; sostegno a 360 gradi alle coppie che hanno difficoltà ad avere figli; dialogo aperto con le istituzioni preposte alla Salute: questi i temi centrali del terzo Congresso siciliano della Società Italiana della Riproduzione Umana (SIRU), che si svolgerà all’hotel Baia Verde il 10 dicembre (dalle 9 alle 18.30) e l’11 (dalle 9 alle 13). Il meeting condivide tematiche e titolo degli altri congressi regionali organizzati in questi mesi dalla SIRU, per configurare il processo che conduce “Dalle linee guida per la cura dell’infertilità ai percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA)”. È infatti grazie al grande impegno e alla dedizione del gruppo di lavoro della SIRU che, dopo tre anni di attenti studi, le rigorose linee guida ‘inglesi’ del National Institute of Health and Clinical Excellence (NICE) sono state adattate alla realtà del nostro Paese. Un’autentica rivoluzione in un campo nel quale, in Italia, non esistevano raccomandazioni cliniche sull’evidenza scientifica. La SIRU – su designazione del Sistema Nazionale delle Linee Guida, parte integrante dell’Istituto Superiore di Sanità del Ministero della Salute – ha appunto consegnato in luglio la proposta di nuove Linee Guida per il Trattamento Clinico dell’infertilità, in corso di approvazione presso lo stesso Ministero. Ma le linee guida hanno possibilità di funzionare e produrre salute solo se implementate dai sistemi dei servizi sanitari locali. Il nodo essenziale è quello dell’età elevata delle donne che iniziano i percorsi di Riproduzione Medicalmente Assistita (RMA). Da un lato pesano infatti questioni economiche, sociali e culturali che portano a posticipare il progetto genitoriale facendo crollare le nascite; dall’altro il ritardo si aggrava per la mancanza di percorsi sanitari razionali e programmati, in difetto dei quali le coppie giungono in media ai centri di RMA dopo circa quattro anni di peregrinazioni e tentativi spesso inappropriati. Definire in modo preciso funzioni e competenze, all’interno dei PDTA, consentirà di indirizzare tempestivamente i pazienti alle strutture specialistiche operanti nel territorio. Per la Sanità Regionale si tratta di una sfida, che si sostanzia nel creare una rete integrata, partendo dagli operatori sanitarie più vicini al cittadino – i Medici di Medicina generale, I strutture Medici consultoriali, la Specialistica ambulatoriale, le competenze di genetica, nutrizione e psicologiche.

Come sottolinea il ginecologo Antonino Guglielmino, presidente della SIRU: “Al Congresso sono invitati gli interlocutori più rappresentativi della sanità regionale e locale, per condividere insieme a tutti i professionisti e ai raassociappresentanti dei pazienti quello che da sempre è l’asse portante della filosofia della SIRU, ovvero costruire integrazioni e sinergie tra i centri di RMA e le realtà sanitarie locali, tenendo conto delle differenti risorse logistiche”. I lavori verranno aperti venerdì mattina dal coordinatore regionale Antonio Mangiacasale. Quanto alle presenze istituzionali, all’apertura ci saranno Marialucia Lorefice, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, e Antonino Rapisarda, direttore sanitario Asp Catania. Alla tavola rotonda del pomeriggio saranno presenti, tra gli altri, la vice presidente dall’Ars Angela Foti, l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, la presidente della commissione Sanità dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo e Maurizio Lanza, direttore generale Asp Catania, Giuseppe Camilleri, dirigente medico del dipartimento Materno Infantile della stessa Asp. Si profila così l’esigenza di coadiuvare le coppie che decidono di ricorrere alla RMA attraverso il ripristino di un congruo copayment da parte della Regione Siciliana. E rilevante appare l’opportunità di istituire una banca per la crioconservazione di gameti destinati alla fecondazione eterologa, evitando di importarli dall’estero e promuovendo anzi campagne di sensibilizzazione per la donazione, con ulteriore riduzione dei costi. In proposito va segnalato che a Sciacca è presente la più antica biobanca italiana per la conservazione di cellule e tessuti, che potrebbe benissimo assolvere tale compito. Il congresso Siru si prefigge così di proporre e portare avanti un programma regionale di salute sostenibile e di qualità per la prevenzione e cura dei problemi riproduttivi.

Antonino Guglielmino,