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Bollette: rincaro shock per luce e gas, e in Sicilia “si pagherà anche l’incremento dei trasporti”

Si preannunciano stangate per i cittadini siciliani: la spesa di una famiglia per luce e gas potrebbe raggiungere i 3.368 euro all’anno, con un incremento di +1.227 euro rispetto alla spesa sostenuta nell’ultimo anno, mentre per gli spostamenti pesa l’inefficienza del trasporto pubblico locale

Ammontano ad oltre 312 Euro, secondo le stime diffuse da Federconsumatori e SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari), le ricadute mensili che ogni famiglia subirà per colpa dei recenti rincari delle bollette di energia elettrica e gas. Per il riscaldamento, invece, si prospettano aumenti del 19% rispetto all’anno scorso. Secondo l’elaborazione di Federconsumatori, infine, il prezzo della benzina è di 14 centesimi al litro più alto rispetto al prezzo equo (+168 euro l’anno, per automobilista). A fronte di rincari a doppia cifra, Federconsumatori e SUNIA ritengono che sia essenziale un intervento deciso da parte del Governo nazionale per calmierare i prezzi dell’energia e dei carburanti e, di conseguenza, per tutelare il potere d’acquisto dei cittadini consumatori.

“La povertà energetica – si legge nella nota – , cioè la situazione in cui un cittadino non ha abbastanza soldi per pagare le bollette derivanti da un consumo minimo essenziale di energia, è infatti un rischio concreto per sempre più famiglie italiane. Famiglie che, tra le altre cose, a causa del COVID non vengono certo da un periodo di vacche grasse”. Secondo Federconsumatori e SUNIA, quindi, è assolutamente necessario un intervento del Governo italiano in sede europea, affinché vengano messi in atto meccanismi per calmierare i prezzi del gas (e di conseguenza anche dell’energia elettrica, in buona parte prodotta dal gas) in tutto il continente.

Insieme a questo intervento, di lungo termine, il Governo ne dovrebbe attuare un altro, di breve termine: abbassare le accise e rivedere gli oneri di sistema delle bollette, in primis eliminando l’IVA che oggi (in modo paradossale) i consumatori pagano persino sulle altre tasse incluse nella fattura energetica. “Le spese per l’energia – spiega il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosasono tra le più difficili da evitare per i consumatori: il risparmio energetico è un obiettivo da perseguire, ma comunque i cittadini devono usare la macchina per andare a lavorare, devono riscaldare casa a livelli accettabili, non possono vivere al buio”.

Lillo Vizzini, presidente siciliano di Federconsumatori, frena e spiega che “si tratta di proiezioni che finora rimangono solo tali. Va verificato come influiscono e in merito a quali settori”. Ma contemporaneamente sottolinea come l’unico problema non sarà il caro-bollette, ma molto altro: “gli aumenti si ripercuotono sul trasporto delle merci e sulla produzione industriale e manifatturiera. Quindi per il consumatore il disagio non è solo sull’energia ma anche sugli incrementi dei costi delle merci. Tanto è vero che il tasso d’inflazione al 30 novembre è del 3%”. E proprio i trasporti su gomma, di cui la Sicilia si approvvigiona in larghissima parte, rischia di affossare i consumatori dell’Isola. Qualche avvisaglia c’è già stata: “a Palermo uno dei primi incrementi è stato quello legato all’aumento del prezzo del pane e dei prodotti legati alla panificazione e alla produzione della pasta, entrambe per via del boom del costo del frumento. La portata – continua Vizzini – è simile agli incrementi che si sono avuti nel 2018 con un aumento generalizzato dei costi da parte dei grossisti. Servono controlli serrati, bisogna far desistere le tendenze a fare cartello”.

La questione si fa ancor più complessa in Sicilia: “la carenza cronica di mezzi di trasporto collettivo nell’isola – continua La Rosa – impedisce ai siciliani di scegliere il mezzo pubblico invece dell’auto e li condanna a comprare la benzina o il gasolio, a qualunque prezzo”. Tutto questo, poi, ha anche dei costi indiretti derivanti dal trasporto su gomma, che in Sicilia non può essere sostituito da quello su rotaia. “Per quanto riguarda il riscaldamento domestico – aggiunge la Segretaria Generale del SUNIA, Giusi Milazzola Sicilia soffre di un ulteriore svantaggio: il nostro patrimonio edilizio è vecchio, inefficiente e ad alta dispersione energetica. Il clima ci aiuta a non far raffreddare troppo le case, ma i muri e le finestre non ci aiutano a mantenerle calde dopo aver acceso i riscaldamenti”.