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Villa San Giovanni, il Centro/Destra spiega le ragioni del dissesto: “non è imputabile a questa amministrazione”

Villa San Giovanni, il Centro/Destra: “le cause del dissesto non possono certe essere addebitate all’amministrazione Siclari che dai dati certi di bilancio ha ridotto le spese e tentato in ogni modo di aumentare le entrate comunali”

“La scelta di dichiarare il dissesto, le cui cause non possono certe essere addebitate all’amministrazione Siclari che dai dati certi di bilancio ha ridotto le spese e tentato in ogni modo di aumentare le entrate comunali, assume il senso dell’estremo atto di responsabilità politica della maggioranza che avrebbe potuto in questi anni speculare sulle ristrettezze di bilancio addossando le colpe agli uffici ed alle precedenti”. E’ quanto scrivono in una nota i consiglieri di maggioranza del comune di Villa San Giovanni ed ex assessore al bilancio e tributi Antonino Giustra. “La strumentalizzazione politica fatta dalla minoranza consiliare -prosegue la nota-  dimentica guarda caso di evidenziare molti aspetti positivi derivanti dalla lettura dei documenti contabili, ovvero il risultato positivo di amministrazione per 14 milioni di euro, incrementato di circa 5 milioni rispetto all’anno precedente, la chiusura di tutti i debiti commerciali e la poderosa azione di risanamento operata attraverso la riduzione di molte spese in determinati settori, i cui effetti si produrranno sempre più negli esercizi a venire, riequilibrando il rapporto entrate/uscite. Un esempio nello specifico, l’istituzione dell’Avvocatura civica, con l’assunzione di un avvocato dipendente dell’ente, ha consentito all’ente di evitare di dare incarichi clientelari esterni ad avvocati, risparmiando oltre 200.000 euro annui. La riduzione al minimo delle spese di consulenze che avevano raggiunto la cifra di oltre 120.000 annui, nel limite di 30.000,00 ha consentito di risparmiare parecchie decine di migliaia di euro e di procedere alla stabilizzazione del personale LSU/LPU. Per quanto riguarda poi la voce più rilevante dei debiti fuori bilancio – sottolinea la nota– è giusto dire che gli incarichi legali conferiti nelle passate amministrazioni hanno lasciato a questa amministrazione un debito residuo al 2014 di 450.000 euro da pagare. La minoranza si è dimenticata volutamente di dire in che modo questa amministrazione avrebbe aggravato il debito, quali voci? Non ci sono stati impegni di spesa che vanno oltre l’ordinaria amministrazione, per manifestazioni o iniziative politiche con oneri e spese, non c’è stato un euro di spese straordinarie, è chiaro a tutti che si è superato un anno e alcuni mesi di chiusure COVID che non hanno dato la possibilità di organizzare neppure eventi straordinari, si è amministrato solo l’ordinario, anzi in quei mesi in tutta Italia e quindi anche a Villa San Giovanni, i pagamenti dei tributi si sono ridotti al minimo, per chiari problemi economici di privati e attività produttive. Inoltre nel 2015, si ricorda a tutti quelli che criticano l’operato dell’amministrazione Siclari, è entrata in vigore l’armonizzazione dei bilanci che non ha consentito più le pratiche possibili negli anni precedenti e cioè di coprire le spese con entrate più o meno certe, ma ha costretti gli enti a fare i conti, in ogni singolo esercizio, con vincoli stringenti, non eludibili e non differibili, quindi non ci ha consentito di compilare bilanci con l’elasticità consentita alle altre amministrazioni, che oggi avrebbe dovuto affrontare le medesime problematiche non risolvibili. Per ultimo, è di fondamentale rilevanza evidenziare che la sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile 2021 ha determinato l’obbligo per i comuni di saldare il debito delle anticipazioni di liquidità entro tre anni e comunque non oltre il fine mandato del Sindaco. Questo debito era stato programmato di pagarlo in 30 anni, come dettava la norma e dalla sentenza di quest’anno bisogna pagarlo in soli 3 anni, appesantendo il debito di bilancio e la solvibilità dell’ente”.

“Quella che è stata presentata come una norma di assoluta valenza – rimarca la nota– per il rilancio dell’economia nazionale è divenuta una vera trappola per tantissimi Enti costretti ad azzerare tantissime voci di bilancio per poter far fronte a questa “mannaia” derivante non da un provvedimento politico governativo ma da una sentenza della Corte Costituzionale. Appaiono assolutamente strumentali le critiche che vengono sollevate sulle tematiche del dichiarato dissesto da parte del Pd e di altre forze politiche cittadine dentro e fuori del Consiglio Comunale. Si possono accettare le critiche e l’opposizione agli atti amministrativi ma dover sempre e comunque fare la caccia alle streghe è qualcosa di diverso ed inaccettabile. Nel riprendere la questione bilancio e la dichiarazione di dissesto appare utile ribadire che con alto senso di responsabilità i consiglieri comunali di maggioranza hanno inteso evitare danni all’ente e, con particolare riferimento al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, che la struttura burocratica ha inteso portare innanzi al Commissario ad acta esposizioni debitorie senza che alcun dato emergesse durante l’approvazione dei precedenti documenti contabili, ovvero il bilancio 2020 ed il rendiconto 2019. Questo elemento presente anche nella relazione dell’organo di revisione contabile assieme ad altri aspetti che hanno determinato il pesante squilibrio nel documento contabile oggetto di votazione in Consiglio, non può essere sottovalutato. Con riferimento alla pesantissima voce dei debiti fuori bilancio vi è da evidenziare, come sino al 31 luglio 2021 nessuno avesse in alcun modo notiziato nessun organo politico ed in particolare il Consiglio Comunale dell’esistenza di esposizione debitoria di siffatta rilevanza, che incide per oltre il cinquanta per cento sull’importo complessivo del disavanzo 2020, aggravando notevolmente lo squilibrio del bilancio di previsione 2021 tanto da non poter essere redatto così come dichiarato dal Commissario ad acta al punto da doversi deliberate il conseguente dissesto. A questo occorre aggiungere, così come relazionato in Consiglio dal Consigliere Caminiti, che l’ente presenta soltanto due parametri deficitari su otto, così come anche attestato dal responsabile del settore finanziario e deliberato dal Commissario ad acta”.

I consiglieri comunali di maggioranza in carica, con il pieno supporto dei partiti di appartenenza, intendono “proseguire l’attività amministrativa, seppur nella difficoltà della situazione attuale, a dimostrazione della volontà di portare a termine alcuni dei punti più importanti del proprio programma di mandato, ed in particolare la programmazione della ZTL, il completamento dell’attività di riqualificazione del lungomare oltre al completamento dell’area di parcheggio di Via Mazzini e l’avvio dei lavori per il polmone di stoccaggio. Si sarebbe potuto seguire la strada di altre amministrazioni che hanno vivacchiato sulla giustificazione dell’eredità debitoria ereditata. Si è scelto di amministrare e di traghettare la Città in questa fase esattamente difficile, segnata anche da una delle peggiori pandemie della storia e dalla conseguente drammatica crisi economica, con spirito di servizio e di abnegazione”, conclude la nota.