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Sicilia, aggiornamento Defr: nel 2021 Pil in crescita del 6,2%

nello musumeci Foto di Luca Zennaro / Ansa

Il Documento di Economia e Finanza Regionale annuncia dei dati in rialzo

La nota di aggiornamento al Defr della Regione Siciliana 2022-2024, predisposta dall’assessorato all’Economia e approvata dal governo regionale, prevede il Prodotto interno lordo in crescita per l’Isola, con un risultato pari al 6,2% nel 2021, al 5,2% nel 2022, al 3,4% nel 2023 e all’1,9% nel 2024. Una proiezione positiva di quasi 17 punti di incremento in quattro anni che si fonda sull’attivazione della spesa di sviluppo e dal complesso delle politiche di rilancio. Secondo questa stima sarà possibile recuperare entro il 2022 la perdita patita nel 2020, quando il Pil regionale si è ridotto dell’8,4% (-8,9 in Italia). “Serve però attenzione – osservano dall’assessorato all’Economia – , oltre a un rafforzamento delle politiche di solidarietà già varate da governo regionale e Assemblea regionale”.

Nel Defr si evidenzia inoltre la necessità di utilizzare le risorse europee del Pnrr “nell’ottica della riduzione del divario tra Nord e Sud del Paese, attraverso una partnership multilivello tra Roma e le Regioni”, ritenendo “necessaria” la partecipazione diretta alla cabina di regia e ai comitati interministeriali per la transizione ecologica e digitale. Previste nuove entrate grazie al nuovo accordo di finanza pubblica 2022-2025 già definito, “che consente di abbattere di circa 200 milioni il contributo che la Sicilia versa allo Stato”. La previsione, secondo quanto emerge dal Defr, può già essere inserita nella legge di bilancio 2022 nazionale. Sempre a decorrere dal 2022 viene attribuito alla Regione l’importo di 100 milioni annui “a titolo di acconto per la definizione delle norme di attuazione in materia finanziaria e sulla condizione di insularità”. Il saldo a favore della Regione “è dunque di 300 milioni annui, riportando il contributo alla finanza pubblica ai livelli del 2012”.

Per quanto riguarda il rientro della Sicilia dal disavanzo pregresso, il Defr ricorda che la Commissione paritetica Stato-Regione ha già approvato e trasmesso a Roma la proposta di rinvio della quota di ripianamento, prevista per il 2022, all’anno di conclusione del piano di rientro. Ma il piano, sancito dall’accordo raggiunto con lo Stato a gennaio 2021, “andrà rinegoziato per risultare sostenibile alla luce della crisi dovuta alla pandemia”. Un capitolo del documento è dedicato ai derivati, ai mutui e ai contenziosi: con la transazione chiusa con cinque banche d’affari con cui la Regione aveva stipulato contratti sui derivati “si risparmiano circa 50 milioni, l’80% di quanto ancora dovuto”. Considerati gli ulteriori benefici finanziari che ne sono derivati, le risorse liberate ammontano a complessivi 117 milioni. A questi vanno aggiunti circa 120 milioni per investimenti derivanti dalla rimodulazione dei mutui contratti con Cassa depositi e prestiti, mentre sono 47 i milioni che la Regione risparmierà grazie alla chiusura del contenzioso con l’Esa, 68,5 quelli che dovrà ricevere da Monte dei Paschi e 7,5 quelli risparmiati dalla chiusura della querelle con Partners Sicily Properties.