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Reggio Calabria, apertura della crisi o dimissioni: Pd reggino al bivio dopo il terremoto Miramare. Le ultime

consiglio comunale reggio calabria 12 dicembre 2020 Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Cambiano gli scenari all’interno di Palazzo San Giorgio dopo la sentenza sul caso Miramare: dalla riunione di ieri tra i vertici del Partito Democratico reggino le opzioni avanzate sono le dimissioni tramite una mozione di sfiducia oppure azzeramento della giunta con nuove nomine di assessori

“Staccare la spina con le dimissioni attraverso anche una mozione di sfiducia da discutere in aula, oppure azzeramento dell’attuale giunta e nuove nomine di assessori da assegnare in virtù dei mutamenti partitici all’interno del Consiglio comunale di Reggio Calabria”. Sono queste le due opzioni avanzate nella riunione di ieri tra i vertici del Partito Democratico reggino, svoltosi in modalità online e coordinato dal commissario regionale Stefano Graziano. Alla riunione hanno preso parte, oltre i consiglieri comunali eletti, anche il consigliere regionale Nicola Irto e il Sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà. Secondo indiscrezioni appresi dall’agenzia Dire, la strada maggiormente percorribile dai dem è quella dell’apertura ufficiale di una crisi politica dell’attuale giunta, guidata dal sindaco facente funzione Paolo Brunetti (Italia viva) che porti ad un riequilibrio successivo delle deleghe all’interno dell’esecutivo comunale. Avendo perso temporaneamente la guida dell’Ente con Giuseppe Falcomatà, espressione del Pd, sospeso per 18 mesi (per effetto della Legge Severino) a seguito della condanna in primo grado al processo Miramare, il partito del Nazareno chiede maggiore spazio e ruoli, con almeno quattro assessori che diano continuità e salvino l’esperienza del centrosinistra in città.

L’azzeramento della giunta sarebbe compensato da un possibile ritorno, eventualmente con altre deleghe, degli assessori nominati a seguito di elezione in Consiglio comunale. In questo caso restano da valutare le richieste del nuovo soggetto politico: i Democratici progressisti che, pur ritenendosi vicini al Pd, chiedono all’interno della squadra almeno tre postazioni. Resta a questo punto da valutare il peso di ciò che rimane delle liste civiche che alle scorse elezioni Comunali hanno sostenuto la rielezione di Falcomatà e la possibilità di quest’ultimo nel poter indicare qualche suo esponente di fiducia, oltre ad aver già nominato l’attuale sindaco facente funzioni Paolo Brunetti, il quale, secondo quanto è stato detto ieri sera, “è l’interlocutore istituzionale per la risoluzione della crisi”.