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Reggio Calabria, la Rete dei Comitati di quartiere incontra il Prefetto: “nessun passo in avanti, chiediamo di vivere in un contesto urbano dignitoso”

protesta comitati di quartiere reggio calabria Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Reggio Calabria, la Rete dei Comitati di quartiere: “la disponibilità del solo Prefetto, di conseguenza, non è sufficiente se non vi è l’impegno preventivo di tutti gli altri rappresentanti territoriali nel collaborare intorno ad un tavolo programmatico, ciascuno per la propria competenza, insieme ai cittadini/stakeholders”

In seguito l’incontro del 29 ottobre con il Prefetto di Reggio Calabria e la manifestazione generale di sabato 30 ottobre a Piazza Italia, avente ad oggetto la richiesta di costituzione di tavoli inter-istituzionali per risolvere le periodiche emergenze e le criticità pregresse del territorio, mercoledì 3 novembre, per il MITI Unione del Sud, Fabio Putortì, per il Comitato di quartiere Ferrovieri-Pescatori, Marisa Malara, per il Comitato di quartiere Viale Calabria-Viale Palmi, Giovanni Posillipo, per il Comitato di quartiere Santa Caterina-San Brunello, Francesco Nicolò, per il Comitato di quartiere di Vito, Luciana Bruzzese, per il Comitato di quartiere di Pietrastorta, Mimmo Praticò, per il Comitato di quartiere di Mortara, Bruno Megale, per il Comitato di quartiere di Tremulini, Giusi Vigna, per il Comitato di quartiere di Croce Valanidi-Oliveto, Stefania Foti, per il Comitato di Modena-S.Spersato-S.Giorgio, Elisa Caccamo, per il Comitato Rione Marconi-Sbarre, Simone Macheda, per il Comitato Diramazione Lombardo, Giuseppe Andidero, per il Comitato di quartiere San Giovannello-Eremo, Pino De Felice, per il Comitato di quartiere Curduma Trapezi, Cristoforo Foti, per il Comitato di quartiere pro Sala di Mosorrofa, Concetta Romeo, per il Comitato di quartiere di Mosorrofa, Pasquale Andidero, per il Comitato di quartiere Centro Storico, Alessandra Zagarella, hanno inoltrato “una PEC all’Ufficio Territoriale del Governo (UTG) di Reggio Calabria, e contestualmente al Ministero dell’Interno, sollecitando una risposta da parte del Prefetto in merito all’impegno preso per invitare gli altri rappresentanti istituzionali del territorio a manifestare la propria disponibilità nel prendere parte ai tavoli partecipati richiesti”. “Non ricevendo una risposta alla PEC, in data venerdì 5 novembre una rappresentanza del gruppo MITI Unione del Sud e della Rete dei Comitati di quartiere del Comune di Reggio Calabria -prosegue la nota- si è recata presso la Prefettura di Reggio Calabria, dove in mattinata una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto Massimo Mariani. Dopo un articolato colloquio, purtroppo -aggiunge la nota- non si è registrato alcun passo avanti rispetto al primo incontro del 29 ottobre, in quanto è stato manifestato solo l’impegno del Prefetto ma non degli altri rappresentanti istituzionali del territorio, così come richiesto nell’istanza inoltrata in data 19 ottobre. Considerato che si sta richiedendo un metodo di pianificazione partecipato degli interventi, tra organi territoriali e cittadini portatori di interessi diffusi, in linea con le vigenti normative, l’assenza di adesione all’istanza, da parte di tutti i responsabili istituzionali, funzionale ad attuare tutte le possibili soluzioni per prevenire e risolvere le cause delle periodiche emergenze territoriali, ci sembra davvero surreale e allarmante. Come cittadini che desiderano vivere in un contesto urbano dignitoso e in un territorio salubre, non possiamo accettare di continuare a sopravvivere alla giornata, denunciando i singoli disservizi o le singole violazioni di legge, annaspando, tra burocrazia e inefficienze amministrative, il tutto per ottenere degli interventi tampone. La disponibilità del solo Prefetto, di conseguenza, non è sufficiente se non vi è l’impegno preventivo di tutti gli altri rappresentanti territoriali nel collaborare intorno ad un tavolo programmatico, ciascuno per la propria competenza, insieme ai cittadini/stakeholders”.

Il gruppo MITI Unione del Sud e la Rete dei Comitati di quartiere, impegnati “per garantire l’attuazione delle norme e dei procedimenti sulla partecipazione dei cittadini alla gestione delle risorse pubbliche, hanno quindi deliberato ad unanimità di proseguire le attività di protesta con ancora più forza, nondimeno verrà presto indetta e comunicata una seconda manifestazione generale con un coinvolgimento ancora più ampio della cittadinanza rispetto alla prima manifestazione”.