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Reggio Calabria, Giusi Princi saluta il “Vinci” con una commovente lettera: “scelta sofferta, ma credo nei giovani e nello sviluppo di questa Regione”

La lunga e commovente lettera con cui Giusi Princi saluta ufficialmente il Liceo “Leonardo da Vinci” per affacciarsi nella nuova esperienza politica all’interno della giunta Occhiuto

Giusi Princi lascia ufficialmente la “sua” scuola, quel Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” diventato negli anni fiore all’occhiello di Reggio Calabria e non solo. Lo fa con una lunga e commovente lettera, spiegando le ragioni di questa scelta e i motivi che l’hanno spinta a  “tuffarsi” nella difficile ma stimolante esperienza politica, all’interno della nuova giunta del Presidente Roberto Occhiuto. Di seguito la lettera integrale.

“Carissimi studenti, docenti, genitori, assistenti e collaboratori,

Non nascondo la difficoltà e l’emozione che accompagna la stesura di questa lettera che fino a pochi giorni fa non mi sarei aspettata di scrivere. Sto vivendo un momento particolare della mia vita professionale e personale ed il pensiero di allontanarmi dall’istituzione scolastica che è stata per dodici anni la mia seconda casa, il luogo degli affetti, il volano di mille progetti che hanno reso il nostro Liceo un punto di riferimento culturale per l’intero paese, suscita in me autentica sofferenza e commozione.

Tuttavia, nonostante mi sia sempre tenuta lontana dalle dinamiche politiche ed abbia costantemente agito in autonomia nel percorso professionale, in questa occasione, in coerenza con l’impegno e l’abnegazione che mi hanno portata a sostenere ed a promuovere il nostro territorio, non ho potuto esimermi dall’offrire il mio contributo per lo sviluppo della Calabria, una Regione che ora più che mai ha bisogno del supporto di ciascuno per ottenere il riscatto che merita e proiettarsi in ambito nazionale e internazionale. È il momento di impegnarsi concretamente, grazie al sapiente utilizzo dei fondi del PNRR, per risolvere i problemi atavici della nostra terra, ridurre le disuguaglianze sociali e culturali che spesso emergono dalle prove Invalsi, promuovere l’edilizia scolastica, rendere la Calabria una regione su cui si torni ad investire, in cui i nostri ragazzi abbiano il desiderio di tornare per realizzarsi professionalmente e per impiegare a vantaggio della loro terra il frutto della preparazione che con fatica e con impegno hanno conseguito. Ho sempre creduto nei giovani. Per loro e con loro ho intenzione di agire concretamente. E tra le numerose, spesso inaspettate, attestazioni di stima che sto ricevendo in questi giorni, mi hanno particolarmente colpito le parole dei ragazzi che dimostrano, nella loro spontaneità, quanto sia gratificante il nostro ruolo di educatori e di quale sensibilità e affetto siano capaci gli studenti.

E questa scuola è diventata un centro di eccellenza proprio grazie all’entusiasmo di voi studenti, grazie al sostegno delle famiglie, sempre attente e collaborative, grazie all’infaticabile lavoro di tutto il personale ATA che ha sempre curato la pulizia e l’organizzazione, dimostrando la consueta disponibilità nella risoluzione delle infinite incombenze che caratterizzano la vita scolastica, ma soprattutto grazie all’encomiabile impegno di voi docenti che avete sempre dimostrato competenza e passione educativa, che avete saputo reinventare la didattica e mettervi in gioco quando siamo stati in trincea, nel corso dei difficili mesi del lockdown.
Non avete mai abbandonato la nave nei momenti più difficili, ma siete stati sempre disponibili a formarvi, a prestare aiuto, ad ascoltare, a mettere alla prova la vostra professionalità, giorno dopo giorno. Insieme a tutti voi è nato il “Modello Vinciano”.
Il “Vinci” di Reggio Calabria è davvero una scuola di eccellenza, ma non solo per i progetti e le sperimentazioni che vanno dalla Biomedicina, in rete con 204 licei a livello nazionale, ai corsi di inglese, spagnolo, arabo, cinese, giapponese, i percorsi didattici individualizzati, i laboratori artistico-espressivi, quali il corso di teatro o il coro, le numerose collaborazioni con le istituzioni culturali del territorio, le esperienze condivise con l’Università, nell’ottica di una scuola inclusiva e “pubblica”, di tutti e per tutti. Essere Vinciani è tutto questo, ma è molto di più: significa condividere un sistema di valori, il senso di appartenenza, la solidarietà e la collaborazione tra docenti e tra docenti e studenti. “Fare squadra” al Vinci non è una frase fatta, è la realtà quotidiana che ci ha visti compatti nelle tempeste e che ci ha permesso di affrontarle con coraggio e determinazione. Questi valori, ormai interiorizzati, non possono essere travolti da un soffio di vento, ma restano impressi nella coscienza e si trasmettono per sempre nel processo didattico e nella relazione educativa.

Per tutte queste ragioni, non mi sarà possibile dimenticare questa preziosa esperienza. Posso assicurarvi che continuerò a seguire tutti voi, ad emozionarmi per i vostri traguardi, ad incoraggiarvi nelle difficoltà, ad ascoltarvi nei momenti di sconforto.

Non vi abbandonerò mai, perché sono anch’io… Vinciana per sempre”.