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Reggio Calabria, Falcomatà si congeda: “sono stati sette anni difficili, adesso torniamo a casa ad abbracciare le nostre famiglie”

falcomatà processo miramare Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Le parole del Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, dopo la sentenza sul Processo Miramare

“Sono stati sette anni difficili, adesso torneremo a casa per abbracciare le nostre famiglie, ma ai cittadini dico di stare tranquilli”. Hanno il sapore di un amaro saluto le parole pronunciate dal Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, all’uscita dell’aula bunker dove il giudici hanno oggi emanato la sentenza sugli imputati nel Processo Miramare. Queste decisioni rappresentano un terremoto politico per la città perché non riguardano soltanto il primo cittadino, ma anche una parte rilevante della sua Giunta al Comune e alla Città Metropolitana. Mentre Falcomatà è stato condannato dal Tribunale di Reggio Calabria a 1 anno e 4 mesi di reclusione per abuso d’ufficio (e assolto dall’accusa di falso) nel processo su presunti illeciti nelle procedure di affidamento del Grand Hotel Miramare, tutti gli altri soggetti coinvolti sono stati condannati ad un anno. Tra questi il Vicesindaco Metropolitano Armando Neri, l’assessore Giovanni Muraca, i consiglieri di maggioranza Giuseppe Marino (capogruppo Pd), Antonino Zimbalatti, oltre a Saverio Anghelone per la minoranza.

“Commenteremo la sentenza quando avremo letto le motivazione, il tribunale ha dato esito alla Procura per quanto riguarda il primo capo d’accusa, mentre ha dato ragione a noi per ciò che concerne il secondo – ha affermato Falcomatà – . Ci sarà il secondo grado di giudizio, quindi aspettiamo. Sospensione? L’amministrazione andrà avanti, nei prossimi giorni saprete quali sono le decisioni prese sia per il Comune che per la Città Metropolitana. Muoversi prima della sentenza non era materialmente possibile. Questi sette anni sono stati molto duri, torneremo a casa ad abbracciare le nostre famiglie. Faremo i ricorsi sulla sospensione con gli strumenti che ci sono. Ai cittadini dico di stare tranquilli, l’amministrazione va avanti”. Ma a meno che Falcomatà non abbia già depositato le nomine delle nuove Giunte comunali e metropolitana stamani, ogni provvedimento adottato dopo la sentenza verrà dichiarato illegittimo in base ai regolamenti della legge Severino e annullato d’ufficio.

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