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Qualità della vita, il Rapporto del 2021: Reggio e Messina tra le ultime, netto il divario Nord-Sud

rapporto qualità della vita 2021

I risultati del nuovo Rapporto, quello del 2021, sulla Qualità della Vita in Italia: solito netto divario Nord-Sud

Sempre netto, troppo netto, il divario Nord-Sud. Un motivo in più per provare a sfruttare al meglio le risorse del Pnrr, affinché ridurre questa forbice larghissima. Lo specchio fotografato dal nuovo rapporto sulla Qualità della Vita del 2021 – condotto da ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma in collaborazione con Cattolica Assicurazioni e giunto alla sua 23ª edizione – è il solito. A sinistra quasi solo città del Settentrione, a destra perlopiù province del Mezzogiorno.

Milano conferma il primo piazzamento già ottenuto lo scorso anno in termini di reddito e ricchezza. A seguire nel gruppo di testa troviamo Trieste, quinta lo scorso anno, Bologna e Parma. Le 27 posizioni di testa (due in meno rispetto allo scorso anno) comprendono quasi esclusivamente province dell’Italia settentrionale. Ci sono ben 11 province del nord ovest (contro le 13 della passata edizione), di cui 5 in Piemonte, nell’ordine Torino, Novara, Vercelli, Biella e Cuneo; 5 province lombarde (una in meno rispetto al 2020): Milano, Monza e della Brianza, Lecco, Cremona e Bergamo; Genova in rappresentanza della Liguria. Il nord est a sua volta è rappresentato da 15 province (due in più rispetto alla passata edizione): le due province del Trentino-Alto Adige; Belluno, Verona e Padova in Veneto; tutte le province del Friuli-Venezia Giulia ad eccezione di Gorizia; tutte le province dell’Emilia Romagna ad eccezione di Forlì-Cesena e Rimini. L’unica provincia (contro le 3 dello scorso anno) a rappresentare l’Italia centrale nel gruppo di testa è Firenze.

A fare da contraltare, come detto, le ultime 25 province, quasi tutte dislocate nell’Italia meridionale e insulare, come lo scorso anno. In rappresentanza dell’Italia centrale troviamo Latina per il Lazio. Poi figurano le cinque province campane; 4 delle 6 province pugliesi, ad eccezione di Bari e Taranto; Potenza in Basilicata; le 5 province calabresi; tutte le province/città metropolitane siciliane. Chiude la classifica, come nelle due passate edizioni, la provincia di Crotone.

Per quanto riguarda la classifica di tempo libero e turismo, al primo posto c’è Siena, che conferma il primato già conseguito nelle passate edizione, così come Rimini, Aosta e Verbano-Cusio-Ossola, mentre Grosseto si piazza in quinta posizione. Trieste si classifica in prima posizione nella dimensione dell’istruzione e formazione, che dalla edizione 2019 dell’indagine sostituisce la vecchia dimensione dei servizi finanziari e scolastici. A seguire altre tre province del nord est, Bologna, Trento e Milano. Aosta al primo posto nella classifica della sicurezza, scalando undici posizioni rispetto alla passata edizione dell’indagine. Seguono, nell’ordine, Rieti, Potenza e Pordenone, che a loro volta guadagnano posizioni, pur confermando anche quest’anno la loro presenza nel gruppo di eccellenza. Quest’anno è Reggio Emilia a classificarsi al primo posto nella dimensione ambientale, seguita da Pordenone, Mantova e Parma. Nelle 23 posizioni di testa, 2 in più rispetto alla passata edizione, figurano 19 province dell’Italia settentrionale e 4 dell’Italia centrale; Bolzano e Bologna aprono la classifica della dimensione affari e lavoro, risultato che conferma quelli delle passate edizioni dell’indagine. A seguire Fermo, Trento e Cuneo, che a loro volta mantengono i piazzamenti ottenuti negli ultimi anni.