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Palmi ricorda Francesco Cilea attraverso il suo verismo colto e la sua Ode sinfonica

Giornata di Studi su Francesco Cilea con Guido Salvetti e Domenico Giannetta di Enzo Barone (1)

Guido Salvetti e Domenico Giannetta relatori del convegno promosso dagli Amici della Musica Manfroce

Nell’occasione dell’anniversario di morte del compositore palmese Francesco Cilea (Palmi, 23 luglio 1866 – Varazze, 20 novembre 1950), il verismo musicale colto e il suo Canto della Vita, scritto nel 1913 in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Verdi ed eseguito al Teatro Carlo Felice di Genova, revisionato dallo stesso Cilea a distanza di vent’anni e pubblicato nel 1934 come Ode sinfonica, sono stati al centro della giornata di studi svoltasi nella cornice dell’auditorium della casa della Cultura Leonida Repaci di Palmi. L’incontro è stato promosso nell’ambito della rassegna Synergia 46 dall’associazione Amici della Musica Nicola Antonio Manfroce, presieduta da Antonio Gargano, e cofinanziata nell’ambito dell’avviso pubblico Animazione Eventi Culturali della Regione Calabria.

Il verismo musicale è stato segnato da due fasi – ha spiegato il professore Guido Salvettiquella più immediata, di cui fu espressione massima La Cavalleria Rusticana di Mascagni, e quella più colta, e forse anche meno spontanea, di cui fu autorevole esponente Giacomo Puccini e alla quale si ispirò anche il nostro Francesco Cilea. Fu una corrente poi abbracciata anche da Mascagni quando compose Le Maschere e Parisina. Colgo, comunque, in Francesco Cilea una certa freschezza di ispirazione, un tratto suo peculiare particolarmente spiccato nelle opere come Adriana Lecuovreur e l’Arlesiana. Avrebbe potuto comporre ancora molto, non solo opere liriche, e contribuire tanto al panorama musicale del tempo ma ad un tratto, per quelle scelte che restano nella sfera privata di ciascuno, si ritirò di buon ordine“, ha spiegato il professore Guido Salvetti, musicologo, docente di storia della musica, dal 1996 al 2004 anche direttore del conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Milano.

Composto su commissione del comune di Genova, per celebrare il grande Giuseppe Verdi nel 1913, sui versi di Sem Benelli con cui poi vi furono incomprensioni, il Canto della Vita di Francesco Cilea – ha spiegato il maestro Domenico Giannettafu subito dallo stesso compositore accantonato, non pubblicato e addirittura distrutto, al punto che ad oggi non ci pervengono tracce dell’opera. Tuttavia, definita dallo stesso Cilea un rifacimento, l’opera riapparve vent’anni dopo, nel 1934 quando a scrivere i versi per la sua musica era stato Ettore Moschino e quando, pertanto, fu attribuito all’opera un altro titolo, appunto Ode sinfonica. Non sappiamo quanto ci sia in quest’Ode dell’opera originaria, dal momento che di questa non è sopravvissuto alcuna partitura. Possiamo però intuire un legame comunque forte tra le due, visto che si parla di rifacimento. Per altro è un’opera che Cilea, com’era solito fare, con il suo approccio minuzioso e preciso, rimaneggiò fino alla fine della sua vita, nonostante nella sua autobiografia ne abbia fatto un cenno soltanto. È stato possibile ricostruire l’Ode, addivenendo così a quella che avrebbe potuto essere la versione definiva, attingendo dai suoi appunti presenti sulle due copie della partitura e sulle due copie della riduzione per canto e pianoforte, edite da Sonzogno. Studiando le annotazioni che lo stesso Cilea aveva riportato su queste edizioni, custodite nel fondo a lui dedicato della casa della cultura Repaci, ho provato a ricostruire quella che potrebbe essere la sua Ode sinfonica secondo le ultime volontà“, ha spiegato ancora il maestro Domenico Giannetta, docente di Armonie e Analisi presso il conservatorio Fausto Torrefranca di Vibo Valentia e revisore della raccolta di Opere di Nicola Antonio Manfroce.

L’incontro si è concluso con la proiezione dell’esecuzione dell’Ode ad opera dell’orchestra diretta da Marco Alibrando e del coro Francesco Cilea diretto da Bruno Tirotta, con la partecipazione del tenore Francesco Anile.  Una perfomance, ripresa da Enzo Barone, risalente al 23 dicembre 2016, resa nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del compositore palmese a Reggio Calabria.

Prossimo appuntamento con la rassegna Synergia 46, sabato 27 novembre alle ore 18, sempre presso l’auditorium della casa della cultura Repaci di Palmi. L’associazione Amici della Musica Nicola Antonio Manfroce, proporrà il recital chitarristico, con una composizione in prima esecuzione assoluta, del musicista Edoardo Marchese.