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Palermo, si sente male dopo il vaccino e muore dopo un calvario lungo 41 giorni. La moglie: “di cosa è morto mio marito?”

Vaccino Pfizer Foto di Caroline Brehman / Ansa

Effetti collaterali dopo la prima dose di vaccino, poi un calvario fra possibili valutazioni mediche errate, un’infezione e 41 giorni passati in ospedale: così è morto un operaio di 50 anni a Palermo. La moglie chiede giustizia

Lo scorso 9 agosto, Angelo Guagliardo, operario della forestale originario di Campofiorito, è morto al termine di un lungo calvario. La moglie oggi chiede giustizia e presenta una denuncia alla Procura di Palermo per stabilire le reali cause del decesso del marito e l’eventuale correlazione fra la morte e il vaccino anti-Covid, della quale la donna è convinta. Antonella Musso, legale della moglie, ripercorre il calvario di Guagliardo, rimasto in ospedale per 41 giorni. Tutto inizia il 16 maggio quando l’uomo riceve la prima dose del vaccino Moderna presso l’hub vaccinale allestito presso il campo sportivo di Corleone. Nelle ore successive l’operaio avverte stanchezza, mal di testa, dolori articolari, vertigini, nausea e stipsi.

Il medico di famiglia, secondo la moglie della vittima, avrebbe preferito non visitarlo perchè preoccupato dal virus e avrebbe collegato i sintomi a una possibile sciatalgia. Nei giorni successivi, visto il persistere dei malesseri, il medico suggerisce di rivolgersi al pronto soccorso. All’uomo viene assegnato un codice bianco e una terapia farmacologica. Nei successivi 15 giorni però, i dolori aumentano e si aggiungono problemi alla vista e forti emicranie. Nuovamente all’ospedale di Corleone, l’uomo viene sottoposto ad una Tac negativa e viene dimesso con il consiglio di sottoporsi ad una visita oculistica. Stando a quanto si legge nella denuncia, nessuno ha collegato i malesseri al vaccino.

Il 26 giugno la seconda dose. Guagliardo, che ha intanto perso 15 kg in 20 giorni, si sottopone ad una visita oculistica nella quale gli viene riscontrato un “severo ipovisus bilaterale” con raccomandazione di recarsi subito al pronto soccorso. Secondo i familiari, solo a questo punto si fa riferimento, nella cartella clinica, al vaccino. Dopo un giorno e mezzo passato nel corridoio del pronto soccorso, il signor Guagliardo viene trasferito nel reparto di Medicina per sospetta encefalite.

Quarantuno giorni di degenza ospedaliera sembrano non essere bastati per arrivare a una diagnosi precisa”, dichiara la moglie. Dopo 8 giorni l’operaio viene trasferito in Neurologia. Secondo quanto sostiene il legale, potrebbe non essere stato valutato correttamente un valore che sarebbe una spia di una possibile trombosi in atto. Nella cartella clinica si fa riferimento ad un’infezione batterica. “Con il sopraggiungere delle infezioni ospedaliere – si legge nella denuncia – i medici perdevano di vista la causa che aveva determinato il ricovero che con molta probabilità, ove scoperta, l’evento morte sarebbe stato arginato”. La causa del decesso, secondo il diario clinico, sarebbe un’encefalite acuta. La moglie oggi chiede, attraverso il proprio avvocato, se sia stato il vaccino la causa di tutto ciò e se tutti i sanitari intervenuti nel caso abbiano avuto una responsabilità nella diagnosi tardiva.