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Provola dei Nebrodi DOP, un marchio tutto messinese: la tradizione secolare che rende internazionale la Sicilia

provola nebrodi

Il formaggio tipico di Floresta è tutelato dal Presidio slow food per le sue tecniche di lavorazione antichissime e ancor oggi identiche ai tempi che furono, già a partire dal 1400

La Provola dei Nebrodi è un formaggio e prodotto tipico siciliano, in maniera specifica del Comune di Floresta in provincia di Messina. In passato, infatti, questa specialità aveva un nome molto più limitativo nella geografia: si chiamava Provula di Floresta che era ed è un centro alle propaggini a nord delle basi dell’Etna nel Parco naturale dei Nebrodi Rientra nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) stilato dal ministero delle politiche agricole e forestali (Mipaaf). Nel luglio 2019 il Consorzio di Tutela della Provola dei Nebrodi ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP). Si tratta in sostanza di un caciocavallo prodotto con latte vaccino crudo e caglio d’agnello o di capretto. È un formaggio a pasta filata famoso per la sua dimensione che lo porta a raggiungere i quattro o anche cinque chilogrammi di peso. Altra caratteristica singolare è il fatto che sia l’unica provola che subisce un processo di stagionatura. Oltre che essere un ottimo formaggio da tavola, è anche utilizzato nella preparazione di diversi piatti tipici locali. La provola dei Nebrodi, inoltre, ha una crosta liscia e lucida, di colore giallo paglierino tendente all’ambrato. La pasta bianca tendente al paglierino è di consistenza morbida e compatta. Il sapore varia dal dolce lievemente acidulo al piccante in base al grado di stagionatura.

Le origini della provola dei Nebrodi

Si hanno notizie di questo pregiato formaggio, oggi tutelato dal Presidio slow food per le sue tecniche di lavorazione antichissime e ancor oggi identiche ai tempi che furono, già a partire dal 1400. Nel secolo scorso lo storico siciliano Antonino Uccello, preoccupato del forte movimento migratorio di tanti siciliani verso le terre del Nord Italia avvertì la necessità di non disperdere almeno tanti patrimoni culturali della Sicilia rurale e andò a rintracciare alcuni di questi ultimi “resistenti” delle campagne. Scrisse un libro dal titolo “Bovari, pecorari e curatoli” dove si fece raccontare i tanti perchè di tante scelte di vita e soprattutto mise per iscritto i tanti strani passaggi che portano a certe storiche produzioni delle antiche tradizioni. La Provola dei Nebrodi è proprio una di queste. E’ cioè un formaggio che si produce soltanto con l’esperienza tramandata nelle generazioni e ancora oggi con gli antichi strumenti di un tempo. Come detto in precedenza, la produzione della provola dei Nebrodi nacque originariamente nella zona di Floresta, ma si diffuse poi in tutto il territorio dei monti Nebrodi, nella città metropolitana di Messina. La zona di produzione include i comuni di Alcara Li Fusi, Basicò, Bronte, Capizzi, Castel di Lucio, Castell’Umberto, Cesarò, Floresta, Maniace, Montalbano Elicona, Mistretta, Patti, Randazzo, San Fratello, San Teodoro, Tortorici, Ucria e in misura minore altri paesi della zona.