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Melito Porto Salvo, lo sfogo dell’ex Sindaco Meduri: “calvario durato sei anni, ma il tempo è galantuomo”

comune melito porto salvo

Il comunicato stampa dell’ex Sindaco di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) a seguito di sentenza di assoluzione

Nella serata dell’08 novembre 2021 il tribunale collegiale di Reggio Calabria presieduto dalla dottoressa Capone ha emesso sentenza di assoluzione ai sensi dell’art.530 comma 1 “perché il fatto non sussiste per il reato di cui alla lettera a e per non aver commesso il fatto per i reati di cui alle lettere  b e c”. Di seguito il comunicato stampa del Ing. Giuseppe Meduri:

“Veniamo ai fatti nel  mese di ottobre 2014, in qualità di progettista, ho presentato su incarico di un privato,  un progetto in sanatoria ai sensi dell’art. 36 del dpr 380/2001, con  oggetto della progettazione  e la sanatoria di una tettoia aperta da tre lati, ottenendo parere favorevole da parte dell’ufficio tecnico. Successivamente presentavo sempre su incarico della stessa ditta pratica di compatibilità paesaggistica.  Ovviamente l’opera era stata realizzata dal committente abusivamente. Nelle more, dopo un paio di mesi,  vengo eletto sindaco, esattamente il 31 maggio 2105.in data 08 aprile 2016, subito dopo la mia elezione a sindaco, vengo rinviato a giudizio, visti gli atti del  procedimento penale, iscritto nelle notizie di reato in data  14.01.2016,

Giova ricordare che a distanza di oltre un anno arriva da parte dell’ufficio tecncio il preavviso di diniego dell’istanza di sanatoria.

I reati contestatemi sono :

A – Meduri Giuseppe  art. 483 cp ( falso in atto pubblico)  mi veniva contestato di aver omesso di conteggiare la cubatura e di aver attestato una data di realizzazione dell’opera diversa da quella effettiva.

B – Meduri Giuseppe + uno,  art 1110 c.p e 44  lettera c del dpr 380/2001 perché in concorso con il privato realizzavo le opere edilizie poi oggetto di sanatoia, ecc…

C – Meduri + uno  art 110 cp e 181 del d.lgs nr 42/2004 in quanto Meduri ed il privato hanno realizzato le opere senza aver ottenuto autorizzazione ne verifica di compatibilità paesaggistica.

Le fonti di prova nella formulazione del rinvio a giudizio sono:

– le annotazioni di p.g. del comando di polizia locale del Comune di Melito di P.S. Con annessi allegati.

– documenti ed altri atti facenti parte  del fascicolo per le indagini preliminari.

La notizia passa tutt’altro che inosservata ed i giornali vanno a ruba!

Dopo quasi sei anni si chiude con questa sentenza un altro procedimento penale posto a mio carico. Quanto tempo dedicato a questa causa, quante mie presenze doverose in udienza e quanto altro ancora, non solo il danno economico,  fosse solo quello. Nessun colpevole.

Per prima cosa mi corre l’obbligo di dire che tutti gli imputati sono stati assolti, oltre me ed il committente,  erano indagati due tecnici dell’ufficio urbanistica del comune di Melito P.S..

Mi  preme ringraziare il mio legale di fiducia avvocato Antonino Curatola, che cosi come negli altri procedimenti in cui mi ha seguito, mi ha sempre incoraggiato e mi ha trasmesso certezza e sicurezza nei momenti di difficoltà e di  scoraggiamento, che non nascondo ci sono stati e sono stati molti. Lo ringrazio  congiuntamente al mio consulente tecnico geom. Giuseppe Nucera per la chiarezza e la completezza nell’esposizione di fatti ed i chiarimenti forniti a sostegno del mio corretto operato durante lo svolgimento dell’udienza.

Sono appunto passati quasi sei anni, ed in questo lungo lasso di tempo tante ombre hanno aleggiato attorno alla mia persona, alla  mia professione, ma soprattutto attorno al mio ruolo di primo cittadino, turbandola mia serenità e condizionando il mio agire. Era forse questo l’obiettivo? Oggi finalmente viene scritta la parola fine con la più ampia delle assoluzioni e onestamente,  non poteva essere diversamente, anzi in tutta onestà questo procedimento non doveva  nascere e forse è nato solo per il ruolo politico che ho rivestito. Voglio dedicare questa sentenza di assoluzione alla mia famiglia, a loro, lo voglio dire ancora una volta, debbo tutto quello che sono e tutto quello che ho. La voglio altresì anche  condividere con il mio avvocato e il mio consulente con tutte le persone che hanno creduto e che credono  ancora in me, con la certezza che la giustizia nel tempo arriva e trionfa, basta saper aspettare senza mai perdere la speranza. La voglio condividere anche con tutte quelle persone oneste che amano Melito e si spendono per il bene della nostra città. Ricordiamoci tutti che il tempo è sempre galantuomo, anche se passa inesorabilmente e non si torna indietro!