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Lockdown per i non vaccinati ed estensione dell’obbligo vaccinale. Ulteriori inaccettabili restrizioni alle libertà individuali

Avvocato Carolina Musicò Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Dopo aver letto il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, da cui si evince che è stato emanato, leggo testualmente: “considerato l’attuale contesto di rischio” che “impone la prosecuzione delle iniziative di carattere straordinario ed urgente intraprese al fine di fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività” e considerata altresì “la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette al contenimento dell’epidemia….” ho pensato di dare uno sguardo ai monitoraggi Covid 19 del Ministero della salute, oltre che all’ultimo Report dell’istituto Superiore di Sanità sui decessi, per cercare di comprendere la misura dell’urgenza e dell’emergenza.

Il Monitoraggio settimanale Covid 19 report 8-14 novembre 2021 Ministero della Salute  riporta che:

–     L’aumento rapido e generalizzato dei nuovi casi di infezione è prossimo su base nazionale a 100 casi su 100.000 abitanti

Quindi la percentuale dei contagiati è attualmente dell’1 per mille. Un contagiato ogni 1000 abitanti.

Il Report settimanale Fase 2 settimana 8-14 novembre 2021 del Ministero della Salute riporta un Rt attestato su percentuali di poco piu’ alte dell’1%, una valutazione della probabilità: moderata, valutazione di impatto: bassa, allerta dei servizi sanitari territoriali segnalate: 11 regioni riportano 1 allerta segnalata, classificazione complessiva del rischio: moderata. La Calabria riporta 769 nuovi casi segnalati nella settimana ( è fra le regioni a piu’ basso indice di contagio), l’Rt è addirittura allo 0,99%

In Calabria la percentuale di occupazione dei posti letto nelle terapie intensive è del 6% ed in area medica del 12%. Nelle altre regioni si oscilla tra l’1% della Basilicata al 14% del Friuli Venezia Giulia.

L’ultimo Report dell’IIS sui decessi Covid  ci dice che l’età media dei pazienti deceduti per Covid dall’inizio della pandemia ha 80 anni ed aggiunge che la stragrandissima maggioranza dei morti Covid aveva altre patologie concomitanti, aggiungendo anche una tabella in cui elenca le patologie con le percentuali per età ( che chiaramente risultano altissime per gli anziani). Che è come dire che il Covid sembra piuttosto essere l’ultima patologia insorta in un quadro clinico già compromesso. Il Report aggiunge anche che al 5.10.21 i pazienti deceduti per Covid di età inferiore ai 50 anni sono solo l’1,2% .

L’indice Rt  non sembra abbia subito variazioni di rilievo nelle ultime settimane tali da giustificare queste ulteriori misure restrittive, ferma in ogni caso l’irragionevolezza e la mancanza di giustificazione anche del green pass iniziale, che poggiava e poggia sempre sulle stesse basi. Dove sarebbe l’emergenza e l’urgenza per una patologia che è attestata su una percentuale dell’1 per mille su base nazionale? Che incidenza hanno le minime eventuali percentuali di aumento segnalate?

In che termini siamo in emergenza-urgenza? In che termini in un contesto del genere è legittimo adottare l’obbligo del green pass e peggio del super green pass ed estendere ulteriormente l’obbligo vaccinale? IO NON COMPRENDO.

La popolazione è ormai per la stragrandissima maggioranza vaccinata. Ricordo il tempo in cui il Cts diceva che con l’80% della popolazione vaccinata avremmo raggiunto la c.d. immunità di gregge. Oggi non se ne parla piu’, e si spinge ulteriormente sulla vaccinazione, che ormai copre oltre il 90% della popolazione nazionale. E si ritiene necessario ed urgente introdurre ulteriori misure restrittive .

IO NON COMPRENDO.

E NON COMPRENDO perché vengono trascurate patologie molto gravi che presentano percentuali ben piu’ alte di incidenza a livello nazionale.

E NON COMPRENDO ancora peggio perché non si pone la dovuta attenzione  al Comparto Sanità, dove c’è, lì si l’urgenza ,ma di varare misure mirate a riformare completamente tutto il settore, dalla formazione dei medici e del personale sanitario nelle università, ai posti letto negli ospedali, alle nuove assunzioni dei medici. Il comparto Sanità è tutto un fiorire di inefficienza, debiti e problematiche molto serie e viene lasciato lì, con continue promesse di cambiamento e riforme strutturali che però non vengono mai fatte.

E NON COMPRENDO perché in una situazione economica nazionale già precaria ante-covid, ed ulteriormente peggiorata ad oggi, con i prezzi ulteriormente aumentati e tutte le attività in affanno dopo un lunghissimo fermo, non si adottano misure volte ad aiutare concretamente l’Italia a ripartire, che favoriscano l’occupazione, e non le inutilissime ulteriori misure restrittive varate.

E niente, si parla solo di Covid.

Ci sarà anche un serio problema di comprensione generale???

Avv. Carolina Musicò