fbpx

Frecciabianca in Sicilia, Bucalo: “è una presa in giro, perché Cancelleri non l’ha impedito?”

treno frecciabianca

“Il Sottosegretario smetta di parlare della necessaria realizzazione del Ponte sullo Stretto quando non ha fatto niente”, ha affermato il deputato di Fratelli d’Italia

Da qualche giorno in Sicilia sono stati i treni Frecciabianca che dovranno collegare tra di loro Palermo, Messina e Catania. Era stato specificato che “non si tratta di una rivoluzione”, però in molti si sono resi conto che addirittura alcuni vagoni viaggeranno più lentamente di alcuni treni regionali già esistenti. Ad esprimere perplessità è stata anche Ella Bucalo, deputato siciliano di Fratelli d’Italia. “Ancora una volta il sottosegretario Giancarlo Cancelleri mostra scarso senso di appartenenza alla propria terra. L’avere partecipato entusiasta alla trionfale inaugurazione del treno Frecciabianca, una locomotiva vecchia di 30 anni destinata ai trasporti interni delle ferrovie siciliane, spacciandolo come “arrivo dell’Alta velocità sull’isola”, è un insulto alla intelligenza dei suoi conterranei”, ha affermato in una nota.

“Come può, mi chiedo, un politico che dovrebbe avere a cuore le sorti del territorio di origine rendersi ‘complice’  di una chiara presa in giro formulata dal governo nazionale nei confronti del popolo che lo ha votato? Né vale che abbia ammesso che non sarà sicuramente una rivoluzione, se a questo segue che, a suo dire, è comunque un passo avanti per migliorare la mobilità dell’Isola. Per Cancelleri è un passo avanti percorrere la tratta Messina-Palermo, appena 355 chilometri, in circa 4 ore e mezza? E poi, la smetta di parlare della necessaria realizzazione del Ponte sullo Stretto quando non ha fatto niente, a parte la fantascientifica idea di un tunnel sottomarino, per spingere un progetto già esistente. Cancelleri dovrebbe astenersi dal partecipare a inaugurazioni di vecchi treni modernamente farlocchi; astenersi dall’inneggiare una infrastruttura ancora all’anno zero per chiara volontà politica, e tacere. Oppure fare. Una volta per tutte”, si legge nel comunicato.